Sabatini di fronte a Novellino: «A Perugia era lui il mio idolo»

PADOVA«Ci hai fatto divertire Walter». Probabilmente non gli dirà proprio queste parole, stringendogli la mano prima di sedersi in panchina allo stadio Granillo. Certo è che Carlo Sabatini, domani, dovrà affrontare chi fu capace di infiammare il suo cuore di tifoso: Walter Novellino.
Siamo negli anni Settanta, la provincia del calcio si chiama Perugia. E mette paura alle grandi. L'allenatore è Ilario Castagner, la bandiera Frosio (già, l'ex tecnico biancoscudato), il talento Novellino. E la squadra viene ribattezzata: «Furie rosse».
«Premetto che il mio idolo, inizialmente, era mio fratello Walter, che per un breve periodo si trovò anche in competizione con Novellino - ricorda Sabatini - Poi mio fratello andò in prestito e Novellino si consacrò come grande trequartista. Anzi, all'epoca si chiamava centravanti arretrato, ruolo che il tecnico della Reggina interpretò unendo classe e genio ad una grande carica agonistica che gli faceva ingaggiare memorabili duelli con gli stopper più rudi dell'epoca. E tutto ciò contribui a farne un autentico beniamino del pubblico».
E anche di chi, come lei, era nelle giovanili.
«Si, anche se all'epoca ero giovane, giocavo negli Allievi e non ebbi modo di confrontarmi con lui in allenamento. Ho però il ricordo di questo spettacolare giocatore, che faceva volare una squadra amatissima dalla città».
Adesso Novellino che allenatore è?
«Quasi l'opposto del giocatore che fu. Il suo calcio è molto razionale e organizzato. E i risultati conseguiti parlano per lui, è un grande tecnico».
Come ha visto la Reggina col Cesena?
«Ha sofferto ma alla fine ha avuto le migliori occasioni, strappando la vittoria. Meglio cosi. Avessero perso, avremmo trovato un ambiente ancora più infuocato sullo stretto». (s.vol.)