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Il Brenta restituisce il corpo ormai senza vita di Loris Zaramella

 VIGODARZERE. Il fortuito passaggio di un’imbarcazione di pescatori ieri, nelle prime ore del pomeriggio, ha permesso di ritrovare immerso nelle acque del Brenta il corpo ormai privo di vita di Loris Zaramella, 44 anni, residente a Curtarolo. Mancava da casa dallo scorso lunedì, tanto che il giorno successivo il fratello Alfio aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri di Piazzola. Da un primo esame effettuato sul posto dal medico legale Corradin l’assenza di segni di violenza farebbero propendere per l’ipotesi di una morte accidentale.
 Al momento del ritrovamento il corpo giaceva bocconi a pelo dell’acqua, impigliato nella vegetazione che cresce sulle sponde del Brenta, lungo via Maresana, poco distante dal Ponte della Libertà che porta a Limena e dove la notte precedente i cani di Alessandro Beltramini, titolare della Nautica Brenta, avevano abbaiato a lungo. Zaramella aveva scarpe e pantaloni, in tasca il portafoglio con i documenti. Complesse le operazioni per il recupero del corpo, condotte con l’ausilio dei vigili del fuoco. Sul posto per le indagini, coordinate dal pm Roberto Lombardi, i carabinieri del Radiomobile guidati dal tenente Luca Bordin e il Nucleo investigativo coordinato dal capitano Giuseppe Bonadonna, i colleghi della stazione di Vigodarzere con il maresciallo Fabrizio Donati.
 Angosciata la famiglia di Zaramella, che ha saputo del ritrovamento nel tardo pomeriggio. Avevano visto Loris per l’ultima volta lunedì: in mattinata era uscito in bici per recarsi al bar, poi aveva pranzato a casa del fratello insieme ad un’amica, che lo avrebbe riaccompagnano in auto a riprendere la bicicletta lasciata di fronte al caffè. Poi di lui nessuna notizia: la bici è rimasta davanti al bar, dove nessuno ricorda di averlo più visto. Pensando che si fosse allontanato per una vacanza, i familiari si sono allarmati solo quando hanno provato a chiamarlo e il cellulare risultava staccato.
 Loris Zaramella aveva avuto un passato difficile, dentro e fuori dalle comunità di recupero. Sembrava ne fosse uscito e lavorava nell’impresa edile di famiglia, insieme ai fratelli Alfio e Walter, e abitava con gli anziani genitori in via Vittorio Veneto 60. I carabinieri non escludono che la scomparsa posa essere in qualche modo legata a quella della trentenne annegata e riaffiorata solo una settimana fa nelle acque del Brenta nei pressi di Campo San Martino, ma non ancora non identificata.
(Cristina Salvato)