Rotaia, cade e muore: caso chiuso

La morte del motociclista Franco Zambon, 41 anni dell'Arcella, va in archivio. Lo ha deciso il gip Claudio Marassi che ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Paolo Luca. Articolata la motivazione che insiste su un punto: esclusa qualsiasi tipo di insidia sulla pubblica via (la rotaia del tram), l'evento mortale «è ascrivibile solo alla responsabilità del deceduto il quale ha imboccato la riviera Businello nonostante l'espresso divieto e non ha tenuto conto del cartello di pericolo derivante dalla presenza della rotaia». Per l'incidente mortale, accaduto il 5 giugno 2008, erano stati indagati per cooperazione in omicidio colposo il sindaco Flavio Zanonato (difensori i legali Luigi Pasini e Gianni Morrone) con il responsabile del settore Mobilità Daniele Agostini (avvocato Giorgio Gargiulo), l'assessore alla mobilità Ivo Rossi, l'ex direttore di Aps Antonio Conte, Philibert De Broch della ditta Lohr realizzatrice delle carrozze, e il supervisore del progetto Metrobus Umberto Rovini. Il gip si è richiamato alla consulenza tecnica disposta dalla procura secondo la quale Zambon non poteva entrare nell'area della riviera. Non è stato escluso che, per evitare le telecamere del varco elettronico (in quel momento spento), l'uomo sia transitato sul marciapiede reso scivoloso dalla pioggia, cadendo. In tali condizioni anche solo una minima azione sui freni avrebbe potuto provocare - scrive sempre il gip - il bloccaggio della ruota posteriore del mezzo. E lo scivolamento. Ritenuta improbabile la ricostruzione fornita dal consulente della parte offesa, per il quale la caduta era stata determinata da uno slittamento sulla rotaia del tram. (c.g.)