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L’associazione Terra! multata di 12 mila euro «Così saremo costretti a chiudere i battenti»

 Protestare contro i Suv che scorrazzano in centro storico costa 12 mila euro. Così l’associazione ambientalista «Terra! Padova» dovrà pagare una multa salata per i cartelli affissi sui varchi della Ztl, il 15 novembre scorso, per sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento da ossido di carbonio delle auto e chiedere, in sede europea, la riduzione di queste emissioni. Trentasei finti cartelli stradali, molti dei quali recitavano ironicamente «Vietato ai Suv» o «Vietato respirare», ai quali il Comune di Padova - analogamente a quanto fatto dal Comune di Firenze per la stessa iniziativa - ha replicato con altrettante sanzioni pecuniarie per un totale di 12 mila euro.
 Decisamente un brutto colpo per la giovane associazione ambientalista, che ha debuttato in città nel maggio dello scorso anno infilando le maschere antigas alle statue del Prato per protestare contro gli effetti dello smog sui monumenti. Nei giorni scorsi i responsabili di Terra! Padova hanno scritto a Flavio Zanonato chiedendo il condono della sanzione amministrativa, elevata dalla polizia municipale per affissione abusiva. «Le multe non sono state indirizzate agli autori del fatto, bensì all’associazione Terra!, ritenuta responsabile morale della campagna. E’ chiaro che una sanzione di tale portata inflitta a un’associazione nata da poco più di un anno con l’intento di salvaguardare l’ambiente, equivale a provocarne la chiusura. A questo porta il reato di opinione?», chiede Roberto Voltan, referente di Terra!, nella lettera aperta al sindaco.
 «Ci rivolgiamo a lei in quanto amministratore della città», prosegue la lettera «perché potrà comprendere quanto la circostanza sia paradossale: da una parte Terra! viene ritenuta responsabile di iniziative spontanee solo in quanto legate a opinioni espresse dall’associazione; dall’altra assistiamo alla rigorosa punizione di tali azioni, peraltro caratterizzate da ironia, civismo e pulizia - certo non hanno sporcato la città - per “affissione abusiva”, proprio mentre il Governo, col decreto “mille proroghe”, condona partiti e candidati alle elezioni per le migliaia di manifesti elettorali affissi in ogni angolo delle nostre città». (s.var.)

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