30 gennaio 2009 —
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sezione: Provincia
CINTO EUGANEO. «Una sera siamo andati sui Colli per fumarci uno spinello. Sembravano monaci, frati... non abbiamo chiamato i carabinieri, temevamo di entrare in qualche brutta storia...» inizia con queste parole, pronunciate a bassa voce come in una confessione, il trailer di un film dedicato al satanismo sui Colli Euganei. Cappucci neri, croci capovolte, vecchi edifici diroccati. E ancora, sette sataniche, misteriose scomparse e uccisioni violente. E tutto questo e molto più ancora «Loro», il film girato nel Padovano dal Galp, il Gruppo amatoriale lungometraggi Padova. La fiction racconta e rielabora i fatti di cronaca legati al mondo delle sette sataniche, con un occhio di riguardo alle storie e alle testimonianze raccolte anche negli Euganei, considerati templi dellocculto. Artefici delliniziativa sono i trentenni Federico Rabacchin, regista e tecnico di effetti speciali di Santa Margherita dAdige, e Marco Scucciari, cameraman, montatore e produttore della pellicola.
«Tutto è nato nel 2003 - spiega Rabacchin - Non vogliamo né esaltare né incriminare il satanismo: cerchiamo solo di ricostruire una fetta di realtà che tocca anche i nostri luoghi». Convinti gli attori (più di venti, compresi i «professionisti» Manuel Scattolin, Serena Panigada, Romana Dalla Libera e Filippo Zonato), il Galp ha raccolto articoli di giornale, testimonianze, informazioni dal web che potessero fare da base alla rivisitazione cinematografica dellocculto. Molti i sopralluoghi fatti sui Colli: da Este a Cinto, da Praglia al Monte della Madonna fino ai ruderi del Venda: «E impressionante - continua Rabacchin - la miriade di testimonianze che i satanisti dei Colli lasciano tuttora. Abbiamo trovato altari, ceri, teschi disegnati sui muri e incisioni grottesche». Tra queste, su un muro di un vecchio casolare, cera anche la scritta «Loro», poi divenuta titolo del film: «Con questo pronome venivano chiamate dai familiari delle vittime le bestie di Satana: non meritavano di essere chiamati col proprio nome». Tre quarti del film (che dura due ore) è girato di notte, per evitare che qualcuno potesse creare problemi: «Una volta - ricorda il regista - alcuni ciclisti ci hanno beccato mentre stavamo girando la scena di unesecuzione. Sulle prime si erano spaventati». La ricostruzione della realtà fa ovviamente spazio alla finzione cinematografica, fatta di omicidi, morti sospette e tanto sangue: la storia è difatti quella di un investigatore che, indagando su fatti di cronaca locali, entra in contatto con i satanisti dei Colli. Tra le scene più cruente cè anche quella di un suicidio di una ragazza vittima di stupro: «Non cè gratuità di violenza - assicura Rabacchin - vogliamo solo far riflettere sulle conseguenze che certi estremismi possono comportare». Per coronare il sogno del Galp ora manca qualcuno che creda nella distribuzione della pellicola (il cui trailer si trova su www.galpitalia.it): lappello del gruppo è diretto ad associazioni ed amministrazioni locali e provinciali.
(Nicola Cesaro)