MEGLIO DI ZORRO Lucrezia Sinigaglia nella scia delle grandi


PADOVA. Finirà col prenderci l'abitudine. Ma è un'abitudine - quella agli allori internazionali - piacevole come poche altre. Lucrezia Sinigaglia(nella foto) , fresca del titolo di campionessa europea della categoria Giovani conquistato ad Amsterdam lo scorso novembre, ha infilato al collo una nuova medaglia, chiudendo al secondo posto la prima edizione della «Wurth juniores-Weltcup», gara valida per la Coppa del mondo Under 20 di sciabola femminile, che si è svolta a Kunzelsau, in Germania. L'unico ostacolo che le ha sbarrato la strada è stata l'ungherese Dora Damu, che in finale si è imposta 15-9. «Peccato - commenta - perché anche se non l'avevo mai incontrato prima d'ora, continuo a pensare che fosse un'avversaria battibile».
«Per colpa di qualche stoccata dubbia assegnata in suo favore e di un po' di lucidità venuta meno - prosegue la portacolori del Petrarca scherma -, mi sono dovuta accontentare dell'argento. Nonostante tutto, però, sono molto soddisfatta».
Ha tutte le ragioni per esserlo: Europei a parte, questa è la migliore prestazione della sua carriera. Lucrezia ha superato, nell'ordine, la polacca Marta Puda (15-7), la tedesca Eva Munz (15-10) e le ungheresi Anna (15-11) e Kata Varhelyi (15-11), e l'ucraina Iryna Kravchuk (15-8).
«La gara è iniziata bene: ero quinta dopo la fase a gironi. Gli assalti di diretta sono stati abbastanza impegnativi, e fortunatamente sono quasi sempre riuscita a restare concentrata. Se ho una dedica particolare? Si, al mio maestro, Andrea Kostrzewa, è anche grazie a lui se ho ottenuto questo risultato. Mi allena dal 2001, da quando cioè, mi sono trasferita dalla Dianin Andino, la prima piccola società all'interno della quale ho mosso i primi passi in pedana, al Petrarca» racconta la sciabolatrice bianconera. Dopo la vittoria di Amsterdam qualche altra gara era andata meno bene.
«Ma fa parte del gioco: i risultati meno positivi insegnano che bisogna tenere la testa sulle spalle». Dice di amare la scherma «perché regala emozioni» e la consiglia ai ragazzi più giovani «perché implica un impegno, oltre che fisico, anche mentale: occorre studiare l'avversario, imporsi tatticamente, restare concentrati; e poi insegna anche il rispetto per il rivale e per il maestro».
Atleta dal braccio d'oro e con i piedi per terra, Lucrezia frequenta il quinto anno al liceo scientifico Alberti di Abano.
«So che di certo proseguirò con gli studi, ma ancora non ho deciso in quale corso di laurea. Le mie giornate? La mattina ho la scuola e al pomeriggio mi alleno quasi sempre per due ore e mezza, nella palestra della Guizza, accompagnata in auto da mia madre Zora. Quando non ho gare ne approfitto per fare la vita di tutte le mie coetanee, uscendo con gli amici o andando al cinema, ma non ho hobby particolari. Ho un gatto, però, e confesso che una delle cose che mi fanno più ridere è vederlo intrufolarsi nella mia borsa da scherma prima di ogni trasferta, quasi volesse partire con me».

Diego Zilio