Aiscat contro Cav, la Ue archivia il caso


VENEZIA. Prima sentenza della Commissione Europea sul ricorso dell'Aiscat, l'associazione delle concessionarie autostradali, contro Anas ed anche contro la Cav, la società mista Anas-Regione, che gestisce il Passante e prenderà in carico la concessione della Venezia-Padova tra pochi mesi alla scadenza. Il commissario Anne Houtman, della direzione energia e trasporti, ha chiuso il caso.
Almeno sotto l'aspetto della denuncia per aiuti di Stato illegalmente concessi sul quale si fondava il ricorso Aiscat. La conclusione è che «non esistono elementi per procedere» dando, quindi, torto al ricorso delle società autostradali.
Nella lettera del commissario, però, ci sono alcune affermazioni che, secondo l'Aiscat, darebbero ragione ai concessionari autostradali, che hanno protestato perché la concessione non è stata rimessa in gara ma passata direttamente ad Anas e Regione. Stigmatizzando l'«invadenza» dell'Anas nel settore privato come concessionario.
Scrive la Commissione che «non vi sono elementi sufficienti per esprimere un parere sul caso», perché «non ci sono prove sufficienti per stabilire che l'Anas esercita attività economica sul mercato della fornitura di servizi di pedaggio autostradale». Anas, dice la Commissione, non è un concessionario autostradale e non gestisce tratte autostradali a pedaggio. Se una concessione viene revocata, sostiene il commissario, Anas ha l'obbligo di rimetterla a gara e subentrare al concessionario, solo «per il tempo necessario all'espletamento della procedura». Nella parte che parla del Passante, la Commissione rileva come la Anas e Regione Veneto abbiano costituito la Cav, che gestirà il Passante e le tratte di competenza della società Venezia Padova. Ma, ed è questo un punto cruciale del giudizio della Commissione, «Anas Spa non fornirà servizi autostradali né per il Passante di Mestre, né per la Venezia-Padova». «In ogni caso - dice - non risultano alla commissione informazioni sui presunti aiuti di Stato concessi a favore del concessionario del Passante di Mestre».
È nell'altalena giuridica di questi giudizi, nella distinzione tra titolare della concessione, società che gestisce il servizio autostradale e, infine, in altre parti della lettera del Commissario, che sta l'ambiguità di un giudizio che ognuno vede dalla sua parte. Comunque la Commissione assolve l'Anas, sia in quanto socio del Traforo del Montebianco, sia per l'Autostrada Asti-Cuneo, perché in queste società non detiene quote di controllo e non è in grado di orientare le scelte gestionali. «In ogni caso non vi sono aiuti di Stato» dice. E nel caso della Cal, la società mista Regione Lombardia-Anas, che deve costruire alcune tratte autostradali, la commissione scrive che Cal è subentrata ad Anas come concedente di tre tratte autostradali tra cui la Brebemi. E che la realizzazione e la gestione di tale tratta sono state affidate in concessione mediante gara comunitaria ed è stato vinto da una società di cui non partecipano né Cal né Anas.
Alla fine il Commissario sostiene che, per quanto la riguarda, il caso per ora è chiuso a meno che l'Aiscat non mandi altri rilievi e altri elementi di giudizio entro un mese. La lettera, spedita a fine novembre, è arrivata sul tavolo di Fabrizio Palenzona, presidente dell'Aiscat, a fine dicembre e dunque il termine scade alla fine di questo mese.

Alessandra Carini