06 novembre 2008 —
pagina 30
sezione: Provincia
ABANO. Sante Sguotti è, come sempre, un fiume in piena. E non si dà per vinto, difendendo con forza le sue scelta. «Al contrario del sottoscritto, don Federico Bollettin si astiene dal celebrare la messa - commenta lex sacerdote - Mi risulta che continui soltanto ad organizzare incontri con i gruppi di catechesi e a collaborare con alcuni preti padovani che oserei definire borderline, sul progetto di integrazione tra persone di culture diverse. Io invece preferisco mettere la mia esperienza al servizio delle parrocchie, tantè vero che ho intenzione di offrire la mia collaborazione a parroci di qualunque Diocesi ne abbiano bisogno. Tutti sappiamo che cè tanto bisogno di sacerdoti, al punto che spesso si ricorre anche ai preti stranieri. Io sono qui: chi mi vuole?». Sante Sguotti, vede in quella di Federico Bollettin un po la sua storia, quella di un sacerdote in cui il classico colpo di fulmine per una donna sconvolge lesistenza? «Sono certo che anche lui farebbe volentieri il prete sposato con famiglia, come del resto gradirebbe il sottoscritto. Volentieri continuerebbe quella missione che lha indotto, giovanissimo, a varcare la porta del Seminario. Purtroppo la Chiesa non glielo permette. E sono certo che anche se Federico ha deciso di lasciare il Ministero in punta di piedi, contrariamente a quanto ho fatto io che mi sto battendo con tutte le forze e i mezzi per cambiare le cose che nella Chiesa cattolica non vanno, ora che ha reso pubblica la sua vicenda, anche per lui arriveranno le sanzioni da parte della Curia. Finché la cosa è coperta non succede nulla. Quando lo «scandalo» è di dominio pubblico allora arrivano le punizioni. Succede sempre così». Se dovesse dare un consiglio a Federico che, contrariamente a lei ha deciso di evitare il più possibile il palcoscenico mediatico, cosa gli direbbe? «Mi risulta che non abbia chiesto la dispensa per potersi sposare. Sarebbe utile lo facesse. Oggi i preti che sono nelle nostre condizioni in Italia sono più di diecimila. Per la Chiesa sono un problema, che purtroppo tarda ad affrontare ed è anche per questo che il numero delle vocazioni sacerdotali cala in continuazione». Federico Bollettin le ha mai telefonato per esprimerle solidarietà durante i giorni cruciali della bufera a Monterosso e per informarla che stava vivendo una storia molto simile alla sua? «No, non ci siamo mai sentiti. Probabilmente lui non intendeva uscire allo scoperto, come ho fatto io. Nella Chiesa di oggi, ripeto, sono molti i preti che di fronte a situazioni come queste preferiscono imboccare la strada del silenzio. Ma così i problemi non si risolveranno mai». (g.b.)