il mattino di Padova — 06 novembre 2008
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sezione: PROVINCIA
ABANO. Don Sante Sguotti di Bagnoli di Sopra e don Federico Bollettin di San Domenico di Tencarola. Due preti diocesani che sinnamorano. Ma anche due preti padovani che abbandonano labito talare per andare a vivere con la donna amata. Il primo con Tamara Vecil, una quarantenne parrocchiana di Monterosso, separata e madre di due figli; il secondo con Fidelia, una giovane ragazza nigeriana, conosciuta sulla strada. Entrambi da qualche mese hanno messo su famiglia (Sante Sguotti convive da un anno con la sua compagna e il loro figlioletto a Lovertino, mentre Federico Bollettin si è sposato civilmente e abita a Padova) e per campare hanno accettato di lavorare come operai. Guadagnano poco più di mille euro al mese, e così sbarcano il lunario. Tutte due hanno pubblicato un libro sulla loro storia damore, sui disagi dei preti doggi di fronte al celibato e sui problemi che affliggono in generale lambiente del clero. Don Sante ha scritto, nellautunno del 2007, con laiuto di una giornalista lombarda il pruriginoso «Il mio amore non è peccato», edito da Mondadori (94 pagine, 13 euro); don Federico ha pubblicato «Bianco e nera. Amanti per la pelle», Gabrielli Editori (160 pagine, 12 euro), presentato la scorsa settimana a Palazzo Moroni. Due storie parallele, entrambe tormentate, apparentemente molto simili, in quanto hanno in comune lamore per una donna e il desiderio di vivere una normale vita di coppia pur restando sacerdoti. In realtà si tratta di due vicende molto differenti, a partire da come i due protagonisti le hanno vissute e successivamente hanno lasciato il Ministero. Lex parroco di Monterosso è stato cacciato dalla Chiesa con un provvedimento di «riduzione dallo stato clericale», arrivato direttamente dal Vaticano dopo un estenuante «braccio di ferro» con il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo, durato circa otto mesi. Federico Bollettin invece ha deciso di sua spontanea volontà di abbandonare la tonaca e lo ha fatto inviando una lettera di dimissioni allo stesso vescovo Mattiazzo. «Lettera che non ha avuto però alcuna risposta», dice amareggiato il trentatreenne che, appena ordinato sacerdote, ha svolto la sua attività di cappellano nella parrocchia di San Lorenzo di Abano, quando don Sguotti era parroco nella vicina comunità di Monterosso. Sante Sguotti e Federico Bollettin, infatti, si conoscono. Il primo incontro era avvenuto, nonostante i dieci anni di età di differenza, addirittura in seminario. Non solo, lex parroco di Monterosso conosce molto bene la famiglia di Federico, essendo stato per alcuni anni vice parroco a Tencarola dove la famiglia Bollettin risiede nel popoloso quartiere San Domenico.
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Gianni Biasetto