PESSIMA LA PRIMA Il San Martino di Lupari stramazza in casa

SAN MARTINO DI LUPARI. Battesimo infelice per il parquet di San Martino di Lupari, che accoglie per la prima volta nella sua storia la serie A con una sconfitta. Un insuccesso preannunciato già dalla vigilia, dato il valore delle avversarie, ma che lascia l'amaro in bocca vista l'opaca prestazione delle giallonere di Sinigaglia. Fila-Cavezzo è il match delle sfide: matricola contro diretta candidata alla promozione, storia del basket femminile (Valeria Zanoli, play della nazionale agli ultimi Europei).
Ed è pure il futuro della palla a spicchi rosa (Nausicaa Fassina, protagonista nella nazionale U17 agli ultimi campionati europei). Ma non solo, giocatrici d'esperienza contro giovani promesse: basti pensare che tra Ester Knopp e Francesca Dotto corrono ben 26 anni di differenza. Il match tra «lupe» e «piovre» (questo il nomignolo delle modenesi) ha offerto molte chiavi di lettura. Quella più lampante la rivela coach Sinigaglia al fischio finale: «Questa è la serie A: se non si segna non si va avanti». Già, perché la distanza tra la corazzata Cavezzo e l'umile San Martino di Lupari sta tutta qui. Lo dimostra il primo quarto equilibratissimo: il lavoro della Hohne sotto canestro è sporco ma efficace, mentre dall'altra parte sembra essere la sola Mandache a poter dar fastidio. La romena, in pochi minuti, incappa però in tre falli che la costringono alla panchina assieme alla stella Zanoli, che rimedia una brutta distorsione alla caviglia. Il primo sorpasso modenese arriva a 30 secondi dalla prima sirena (Denti, 13-14). Nel secondo quarto le padroni di casa non segnano per due minuti e Cavezzo prende il largo (15-22 al 13'), approfittando della difesa molliccia delle Lupe. Tre bombe di Goldoni e Monica incrementano il bottino avversario, mandando tutti negli spogliatoi sul 23-34. Tra un quarto e l'altro il presidentissimo Francesco Cordiano passa da una gradinata all'altra, quasi a scaricare la tensione dell'esordio casalingo. Il rientro apre la sagra dell'errore e dell'imprecisione: il gioco si fa goffo e a volte imbarazzante da entrambe le parti. Per ben 5' non si segna: ci pensa Palliotto al 26' a sbloccare il tabellone (27-34), ma un'incisiva Mandache e i liberi di Monica regalano il +15 (31-46) della terza sirena. La partita sembra chiusa, perlomeno fino all'ingresso del giovane talento di casa Fila, Francesca Dotto. E' lei, classe '93, a guidare il tentativo di rimonta. Aiutata dall'esperienza della Cignarale, la Dotto mette sei punti di fila (compresa la tripla del 45-51), ma il tempo è poco e Cavezzo non resta a guardare. Gli ultimi punti della Mandache sigillano il match sul 45-55. «Non si può pretendere di raccogliere risultati tirando cosi male - commenta il tecnico Sinigaglia - Abbiamo rinunciato a conclusioni scontate, quasi come se avessimo paura». Il coach auspica che già dalla prossima trasferta di Lucca le proprie atlete dimostrino ben altra mentalità.
(Nicola Cesaro)