15 settembre 2008 —
pagina 14
sezione: Provincia
ABANO. Sante Sguotti chiede di incontrare monsignor Antonio Mattiazzo. Dopo un periodo di silenzio lex parroco di Monterosso che ad aprile è stato «dimesso» dal Vaticano dallo stato clericale, nei giorni scorsi ha inviato al capo della Chiesa padovana una lettera in cui chiede come la Diocesi intenda attuare le importantissime indicazioni date da papa Benedetto XVI, nel corso del suo recente viaggio a Sidney, in merito al problema della pedofilia tra il clero e i religiosi. «Papa Ratzingher rivolgendosi ai vescovi e ai presbiteri, per la prima volta nella storia, ha chiesto che siano i tribunali umani a giudicare i preti pedofili e ha chiesto ai responsabili delle Diocesi di denunciare pubblicamente i casi di pedofilia di cui venissero a conoscenza - scrive lex sacerdote - Ho constatato che gli organismi pastorali diocesani non hanno dato alcun risalto a questa svolta rivoluzionaria che il Papa chiede alla Chiesa, sotto pressione di fatti gravissimi, con comunità cristiane sconvolte e umiliate dagli abusi del clero. Anzi, ho rilevato un evidente fastidio per lo spazio dato dalla stampa laica a queste problematiche». «Quello della pedofilia nel clero, come Lei ben sa - prosegue la missiva - è uno dei tre obiettivi dellassociazione «Chiesa cattolica dei peccatori» che presiedo. A pag. 90 del mio libro «Il mio amore non è peccato» esprimo che siano le stesse autorità della Chiesa a chiedere che il colpevole subisca anche le pene stabilite dal codice civile e penale. Non posso, quindi, che rallegrarmi nel vedere già realizzato uno dei tre progetti della mia associazione. Ora, però, mi devo adoperare affinché il pronunciamento del Papa sia attuato». Nella richiesta di incontro con il Vescovo, spedita in Curia il 3 settembre scorso, Sante Sguotti manifesta la necessità di conoscere «in quali forme e modalità la Chiesa padovana cercherà di attuare le indicazioni del successore di Pietro in riferimento agli abusi sessuali; quali saranno le direttive diffuse ai presbiteri e ai collaboratori pastorali laici; come monsignor Mattiazzo ha recepito il drammatico appello pontificio e come modificherà la sua metodologia di approccio di fronte allemergere di un eventuale nuovo caso». Lex parroco, che in più di unoccasione ha ribadito di essere a conoscenza di casi di pedofilia anche tra i presbiteri padovani, conclude la missiva chiedendo al presule un dialogo sereno e un confronto aperto, confermandosi «fratello in Cristo». Resta da vedere se il Vescovo di Padova accetterà di incontrare Sante Sguotti per parlare del problema della pedofilia nel clero. (g.b.)