24 febbraio 2008 —
pagina 39
sezione: Provincia
di Matteo Lunardi
SAN PIETRO VIMINARIO. Esplode il caso «pista di motocross». Una sala parrocchiale gremita ha fatto da cornice venerdì allassemblea pubblica indetta dal comitato di San Pietro Viminario per dire no allampliamento della pista di motocross in via Ronchi.
Un incontro finalizzato a raccogliere più firme possibile da allegare a un documento di protesta che nei prossimi giorni verrà inoltrato allamministrazione comunale, allArpav e alla Provincia. La stessa Provincia a cui si è rivolto il «Motoclub Monselice», lente gestore dellimpianto, per ottenere il rilascio della valutazione di impatto ambientale necessaria per regolarizzare lattività della pista. «Dallesame dei documenti abbiamo appreso che gli eventi motoristici non saranno più occasionali - sbotta Nicola Bontà, portavoce del comitato -. Si parla di un potenziamento della struttura con la costruzione di nuovi terrapieni, di un nuovo edificio e di un angolo-parcheggi capace di ospitare 300 vetture, carrelli e camper. Senzalcuna protezione per i cittadini e lambiente».
Sotto accusa, pertanto, i disagi creati ai residenti da polveri, rumori e gas di scarico. «E pura violenza ambientale - rincara Amerigo Manoli, residente in via Volta -. Quella pista è un errore e va chiusa. Non è giusto che per i guadagni di pochi ci debba rimettere la salute di tante persone». Da qui la decisione del comitato di chiudere il documento bocciando «la permanenza e il potenziamento dellattività, chiedendone la cessazione e lavvio di una procedura di inchiesta pubblica». «In quella zona lattuale Prg prevede un motocross - precisa il vicesindaco Arnaldo Anziutti -. Non labbiamo approvato noi, se anni fa avessi potuto scegliere non avrei fatto la pista. I cittadini hanno il diritto di esprimere le proprie osservazioni. Sarà la Provincia a dare una risposta». «Il Motoclub Monselice non ha richiesto il potenziamento dellattività e della struttura - scrivono i gestori della pista -. Ci stiamo impegnando a rispettare le normative vigenti e attenuare gli eventuali disagi causati ai residenti. Siamo disponibili ad un confronto costruttivo con la cittadinanza e confermiamo che la pratica relativa alla valutazione di impatto ambientale costituisce un adempimento burocratico che non comporta ampliamenti di alcun genere».