12 febbraio 2008 —
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sezione:
Cronaca
«Don Silvio Caoduro è stato ricattato. Ma la Chiesa non dice nulla. Perché limmagine del clero deve restare alta a tutti i costi». E questa lipotesi-accusa lanciata da don Sante Sguotti, lex parroco di Monterosso che molto ha fatto parlare di sé nei mesi scorsi per la sua relazione con una donna culminata con la nascita di un figlio. Secondo don Sante dietro la vicenda che ha travolto lex parroco della Santissima Trinità prima e della parrocchia di San Prosdocimo a Pontecorvo poi, ci sarebbe soltanto un ricatto e non unappropriazione indebita. La questione è nota: quando il parroco se nè ritornato al suo paese per raggiunti limiti detà e per stare vicino allanziana madre qualcuno ha cominciato a dire che don Silvio aveva preso in prestito circa 80 mila euro ma non li ha mai restituiti. Dopo è saltato fuori che lo stesso sospetto era venuto quando don Silvio aveva lasciato la parrocchia della Santissima Trinità. «La verità vi farà liberi, recita il Vengelo - scrive don Sante Sguotti in una lettera aperta - ma la Chiesa non sembra voler né la verità, né la libertà per i suoi figli. La chiesa crede che lo scandalo stia nella verità (ovvero rivelare cosa ci sia dietro laffare don Silvio ndr), ma non si rende conto che lo scandalo sta nellomertoso silenzio. Se la Chiesa nasconde delle povere verità sui preti per non mettere in difficoltà la fede semplice dei fedeli, a maggior ragione nasconderà altre verità più importanti e più scomode. E questo il ragionamento che molti hanno cominciato a fare». «Conosco con certezza il caso di un prete che ha rubato per anni in parrocchia - chiude don Sante - per decine di milioni di lire. Un giorno fu scoperto. Ma non ci fu alcuna denuncia, né alcun risarcimento. E una casta di intoccabili. E se don Silvio ha sbagliato non ci rimetterà un euro». (p.bar.)