13 novembre 2007 —
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sezione:
Provincia
SEGUE DALLA PRIMA
Una specie di «Bignami», in cui ritrovi innamoramento, approcci sessuali ai campi estivi della parrocchia, mani che scivolano sopra e sotto gli indumenti, turbamenti poco più che adolescenziali del Sante Sguotti ormai parroco. Storia di famiglia, studi, bricconerie e contestazioni degli anni di seminario del futuro presbitero. Rapporti conflittuali con il parroco del Sacro Cuore, battaglie fatte a Tencarola per salvare le prostitute dalla strada, brusco trasferimento al Duomo di Piove di Sacco sotto la sorveglianza di un rigido e rigoroso monsignore e arrivo alle Terme. Poi ci sono gli anni di Monterosso, la ribellione al vescovo, le lettere della Curia, le omelie, le conferenze stampa, i suoi consueti sproloqui sul celibato dei sacerdoti con i suoi interrogativi «su che fine fanno gli spermatozoi prodotti giornalmente dai testicoli se non escono attraverso i naturali condotti». Non mancano, infine, la creazione della Chiesa cattolica dei peccatori e il prossimo convegno, che avrebbero lo scopo di rompere le regole e riavvicinare i divorziati alla Comunione. Ecco questo è il libro di don Sante Sguotti che, scherzando ma non troppo, ha detto tempo fa che si tratta soltanto di un primo volume. Da oggi sarà in libreria, ma ieri un primo lancio la pubblicazione della Mondadori lha avuta proprio a Monterosso. Dove ovviamente è stato un successo, come ampiamente prevedibile. Il resto dovrebbe farlo lampio lancio mediatico che il suo procuratore milanese gli ha organizzato attraverso una serie di apparizioni (peraltro ben retribuite) in vari programmi televisivi nazionali. Questo servirà a capire la portata dellex parroco al di fuori delle mura di casa. E porterà anche allo scoperto le reazioni della Chiesa, dopo quelle del nostro vescovo, a questo genere di provocazioni.
Tornando al libro, è il classico instant-book, ispirato forse più che scritto da don Sante. I suoi comunicati stampa, arrivati le settimane scorse sulle nostre scrivanie, non hanno infatti una prosa altrettanto fluida e non sono così «furbi». I primi capitoli, quelli dai quali sono state tratte le varie anticipazioni con sapiente capacità mediatica, assomigliano ai libri «rosa», che si leggevano tanti anni fa in età adolescenziale. Con lunica aggiunta che il nostro don ora usa il telefonino per inviare sms alla sua bella. «Mi dai un bacio?». «E peccato». «Facciamo lamore?». «Non sono pronto». «Lei si abbassò i pantaloni. Io scappai allistante». «Dopo quindici minuti di silenzio (...) mi esce una frase così stentata Sono... innamorato... di te». Racconta in prima persona la sua esperienza, ambientata sui Colli Euganei, che ha come protagonista una donna bionda, che ha già dei figli (il ritratto di Tamara). Poi, come sua abitudine, don Sante rimescola le carte. E al lettore dice candidamente: «Mi dispiace, questa non è la mia storia damore». Fate voi.
Non trascura nel suo libro nemmeno noi giornalisti, e anche qui la verità si mescola alla fantasia. Certo la notizia della prima lettera inviata dal vescovo io e altri due colleghi labbiamo colta allo stand gastronomico della famosa sagra del bigolo, una sera piovosa di fine agosto, alla fine della nostra giornata di lavoro in redazione. Vero anche che lui si è seduto al nostro tavolo e ha tergiversato sullargomento, che era ormai di dominio pubblico, al punto che tra gli organizzatori cera chi quel bimbo laveva anche visto tra le braccia del don-papà. Quel don-papà che poi è venuto in redazione a raccontarci la sua vicenda privata, la stessa che abbiamo pubblicato due giorni dopo, omettendo i dettagli più personali. Quel don che, nelle giornate successive, non si è certamente sottratto alle interviste telefoniche e alle fotografie. «Sbattuto in prima pagina», lui scrive sul libro. Ma con il suo consenso e la sua complicità, aggiungiamo noi. Il resto delle 94 pagine? Sono documenti, proclami e pensieri sui suoi obiettivi e le sue battaglie, riproduzione perfetta di quello che lex parroco va riportando su quotidiani e settimanali da mesi, sfruttando perfino la concorrenza.
Paola Malagoli