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Nuovo catasto, no dei dipendenti

 Continua la polemica tra i lavoratori dell’Agenzia del Territorio (l’ex-Catasto) di via Turazza ed il sindaco, Flavio Zanonato, sul passaggio di competenze ai Comuni delle funzioni catastali in base al DPCM del 14 giugno 2007. Ieri sera una parte dei 102 dipendenti del Catasto, coordinati dai leader di Adl-Rdb, Stefano Pieretti e Celeste Giacon, era pronta per protestare in Consiglio comunale, poi saltato.
 «Il sindaco di Padova, vice-presidente nazionale dell’Anci, ha effettuato la stessa scelta del presidente in carica, il sindaco di Firenze, Domenici - spiega Celeste Giacon-. Tra le quattro possibili decisioni Zanonato ha scelto di gestire da subito in proprio le tradizionali funzioni dell’Agenzia del Territorio. In realtà anche il nostro sindaco, ome hanno fatto tantissimi altri primi cittadini della penisola, aveva anche la possibilità di rimandare la gestione diretta del Catasto al 15 luglio 2009 o addirittura al primo novembre 2017. Perché così tanta fretta? Il passaggio immediato delle competenze, anche se non andrà ad intaccare l’occupazione dell’ente statale di via Turazza, rischia di causare il trasferimento di un certo numero di dipendenti, la decurtazione per alcuni del salario. Non è un caso che anche gli utenti abituali del Catasto (geometri, architetti ed ingegneri) non appoggiano tale operazione amministrativa perché sono convinti che i nuovi addetti del Comune alle nuove funzioni, specialmente nei primi tempi, non avranno mai l’ottima professionalità che oggi hanno i dipendenti di Enrico Silvestri, direttore del catasto da un anno». Anche la consigliere comunale dei Verdi, Aurora D’Agostino, ha pesanti dubbi su tutta l’operazione. Tant’è che nell’ultima riunione della settima commissione consiliare del 20 settembre non ha espresso nessun parere sulla delibera della giunta comunale ed ha chiesto che il Comune incontri subito le Rsu e quei sindacati che sono contrari al passaggio immediato delle competenze. Anche la Uil-Agenzie fiscali, guidata da Roberto Conerdi e Lorenzo Vettore, pur con i dovuti distinguo, la pensano allo stesso modo dei Cobas. «Il cambiamento in atto al catasto di Padova rappresenta una vera rivoluzione - è scritto in un documento di cinque cartelle diffuso dalla Uil di categoria-. L’operazione non può e non deve essere effettuata così in fretta. Bisogna trovare forme e metodi affinché i Comuni abbiano quegli elementi necessari per compiere una scelta così importante nell’interesse dei cittadini. Sarà difficile che i Comuni, tra i quali anche Padova, possano mantenere gli elevati livelli di qualità e di professionalità forniti agli utenti attualmente dall’Agenzia del Territorio di Via Turazza. Un esempio per tutti? Sarà difficile mantenere l’attuale efficienza della gestione della banca dati catastale con azioni continue di bonifica dei dati inseriti, del loro aggiornamento anche in relazione al periodico contenzioso tributario». Insomma molti temono che la riforma nazionale del Catasto, se non affrontata nei termini giusti, porterà al caos totale. (f.pad.)