08 agosto 2007 —
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Cronaca
Rientrato dalle brevi ferie (in barca nelle isole fra Istria e Dalmazia), il rettore Vincenzo Milanesi si è rituffato nel lavoro al Bo semideserto. Il tempo stringe, cè un mesetto per preparare la ripresa delle riunioni del Senato accademico allargato che, al massimo per metà ottobre, è chiamato a varare unoperazione decisiva per il governo dellAteneo: la riforma dello Statuto, datato dicembre 1995.
Magnifico, a che punto è la revisione della Carta dellUniversità?
«Molto lavoro in Senato allargato è già stato fatto e conto che il nuovo Statuto possa entrare in vigore dallinizio del 2008, dopo essere passato al vaglio ministeriale. In effetti i cambiamenti che veniamo a introdurre sono cruciali, a cominciare proprio dalla governance dellAteneo: che con i mutamenti intervenuti da tempo nel modo stesso di fare università, necessitava di una ridefinizione dei rapporti sia interni, fra organi di Ateneo, sia esterni, cioé rivolti al territorio. Nelluniversità il potere veniva tradizionalmente esercitato da due principali organismi collegiali, entrambi presieduti dal rettore: il Senato accademico in prima battuta, deputato a cómpiti di progettualità nella politica accademica; e il Consiglio di amministrazione in seconda, cui compete una funzione di verifica della realizzabilità di quanto proposto dal Senato, cioé di avallo della praticabilità dei progetti, specie sul piano economico-finanziario. Ebbene, le modifiche che introduciamo nello Statuto ridisegnano appunto le funzioni e le composizioni dei due organismi, ricalibrando la definizione di pesi e contrappesi che costituisce un fondamento-base di ogni democrazia».
Come cambia dunque il Senato accademico del Bo?
«Abbiamo voluto una sua composizione che fosse più rappresentativa non solo dei tradizionali poteri nel campo della didattica, personificati nei présidi delle Facoltà, ma che riflettesse meglio anche lorganizzazione della ricerca, ricchissima, che si svolge nelluniversità. Così si è deciso di dare più rappresentanza ai direttori dei Dipartimenti in cui è articolato lateneo. Attualmente il Senato è composto da un rappresentante dei direttori e da un rappresentante di ciascuna delle 7 macroaree disciplinari, per un totale dunque di 8. Ora si passerà a 3 rappresentanti per ciascuna delle tre grandi aree in cui abbiamo ristrutturato la vita scientifica (area delle scienze dure classiche: matematica, fisica, chimica; area delle scienze della vita: biologia, medicina, farmacia, veterinaria, psicologia; area umanistica giuridica politica sociale), per un totale di 9, di cui 6 direttori di Dipartimento, due per ogni macroarea, e 3 rappresentanti di area, uno per ciascuna. A questi si aggiunge, per la prima volta, un rappresentante dei direttori delle Scuole di Dottorato di ricerca. Tutte cariche elettive. Il resto del Senato rimane composto, oltre che dai présidi delle 13 Facoltà, dal rettore e dal prorettore vicario, dal direttore amministrativo, dai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo (che sono 2) e degli studenti (fino a 5).
E per quanto riguarda il Consiglio di amministrazione?
«Viene rafforzato il suo ruolo di verifica fattuale rispetto alle proposizioni legislative del Senato, allinterno di unintensificata dialettica di relazioni nella struttura duale del governo universitario. E si introduce unaltra novità-chiave. Dal Cda - che continuerà a comprendere rettore e vicario, direttore amministrativo, rappresentante del Governo e rappresentanti di tutte le componenti universitarie cioé dei direttori di Dipartimento, dei professori delle due fasce docenti, dei ricercatori, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti - escono i rappresentanti esterni e cioé quelli di Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio: i quali andranno a comporre un nuovo organismo ad hoc espressivo degli enti locali della società, il Comitato di riferimento territoriale, chiamato a dare pareri su tutte le deliberazioni programmatorie importanti che investono appunto i rapporti del Bo con il territorio. Era ora di dare sostanza istituzionale ai meccanismi di raccordo e collegamento con il mondo esterno da parte dellAteneo, che da tempo non è più un universo autoreferenziale».
Professor Milanesi, la riforma dello Statuto implicherà novità anche per la futura elezione del rettore.
«Cambia la composizione del corpo elettorale: che viene allargato a tutti i ricercatori (ora votava una rappresentanza pari al 25% dei professori), mentre il peso del personale tecnico-amministrativo passa dal 5 al 7%. Lo so che i sindacati lamentano che è ancora poco, ma faccio presente che a Bologna i dipendenti non votano affatto e a Milano Statale hanno 7 voti».
Il Magnifico invece per ora non si esprime sulle prospettive di una propria permanenza a capo del Bo oltre la fine del suo secondo mandato triennale, che scadrà nellestate 2008. «La situazione è ancora troppo fluida», osserva, «e per quanto mi riguarda mi limito a confermare la mia non-volontà a rimanere». Però le prospettive aperte sono diverse. La prima è che Milanesi resti automaticamente al suo posto per un altro anno in quanto, con lentrata in vigore del nuovo Statuto, si introduce la possibilità che il rettore rimanga in carica per due mandati quadriennali consecutivi (come già a Bologna). Ma unaltra ipotesi è legata alla Norma transitoria dello Statuto la quale prevede che, con la sua cessazione per lentrata in vigore del nuovo, il rettore in carica possa ricandidarsi per un terzo mandato. Se ne riparlerà in Senato allargato, dopo che il Cda (cui pure compete il pronunciamento su quanto disposto dal Senato medesimo) ha già approvato allunanimità la conferma della Norma. Pende infine unulteriore eventualità: che a riformare la governance delluniversità arrivi, prima del Bo, il ministro Fabio Mussi: e allora tutto ritornerebbe in discussione.
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Paolo Vigato