Azzurri grandi in Europa

MILANO.Ok Italia. L'atletica azzurra chiude alla grande la prima giornata di Coppa Europa: 10 punti di vantaggio tra le donne e addirittura 17 in campo maschile. Gli azzurri si sono aggiudicati ben 10 delle 20 gare in programma, mettendo una seria ipoteca sul successo finale.
Le cose migliori sono venute da Elena Romagnolo, che ha stabilito il record italiano dei 3000 siepi in 9'41"11 (il precedente, 9'52"38, era stato stabilito a Helsinki nel 2005 dalla stessa Romagnolo), dal saltatore in alto Andrea Bettinelli, primo con un notevole 2,30 (qualificazione per i Mondiali raggiunta), dalla triplista Magdelin Martinez, capace dello stagionale nel triplo a 14,55 (vittoria per lei e ottava prestazione mondiale dell'anno), e dalla discobola Cristiana Checchi, che ha riportato un'italiana alle soglie dei 60 metri (con un eccellente 59,74, seconda prestazione nazionale di sempre). Gli altri successi sono stati ottenuti da Benedetta Ceccarelli e Gianni Carabelli nei 400 ostacoli (rispettivamente 56"50 e 50"73), Christian Obrist nei 1500 metri (3'43"41), Andrea Barberi nei 400 piani (46"02), Silvia Weissteiner nei 3000 piani (8'59"30), Zahra Bani nel giavellotto (60,20), e dalle due staffette veloci (donne con Pistone, Salvagno, Grillo, Levorato in 43"98; uomini con La Mastra, Riparelli, Cerutti e Howe in 39"09).
Andrew Howe, l'atleta più atteso, è incappato in un'imprevista battuta d'arresto, un secondo posto (alle spalle del portoghese Evora, vincitore con 8,10) con misura inferiore agli 8 metri (7,95). Di mezzo ci si è messo il vento, un vero muro, probabilmente il più consistente tra quelli in cui si sono imbattuti i vari saltatori (nell'ultima prova, a 7,91, l'aria era addirittura a - 3.4 m/s; serie: nullo; 7,79; 7,95; 7,91). «Sono arrabbiato e deluso - il commento dell'azzurro - ma devo ammettere che non sono riuscito ad adattarmi alle condizioni ambientali, a differenza del mio avversario. Questo, però, non mi abbatte, so quanto valgo, anche se aver perso davvero mi brucia. Con la staffetta, invece, belle sensazioni, anche se nei cambi possiamo migliorare tantissimo. Gareggerò ancora ad Atene e a Roma». Il passaggio del testimone con Fabio Cerutti, in effetti, è risultato schiacciatissimo, condizionando il risultato cronometrico. «Quel cambio - rivela Howe - l'abbiamo provato poco, lavorandoci possiamo fare progressi enormi».
Felicità anche nelle parole di Elena Romagnolo, brava a seguire il treno della vincitrice, la romena Casandra, e ad incassare anche la qualificazione ai Mondiali di Osaka. «Sapevo di valere questi tempi - il suo commento - ma non pensavo di arrivare a centrarli già in questa fase della stagione. Ora voglio scendere sotto i 9'40", e fare i Mondiali». Bene anche Nicola Tizzoni (terzo nel martello con 76,62, in una delle gare più qualificate della manifestazione), Anita Pistone nei 100 (11"44, secondo posto), Daniele Meucci in un 5000 tattico (secondo in 14'09"06), Daniela Reina (terza nei 400 in 52"66). A livello assoluto, il 10"12 del portoghese Francis Obikwelu nei 100 (vento + 0.6) è probabilmente il risultato di maggior rilievo.