E arriva l'ultima delusione


di Federico Franchin
PERUGIA. Addio sogni di gloria. Non ce l'ha fatta il Padova a conquistare lo scudetto nel campionato Berretti e, come era già accaduto due anni fa con il Napoli, la squadra biancoscudata deve rinunciare proprio sul più bello. Il tricolore va allora al Perugia di Salvatore Matrecano, impostosi nel ritorno in terra umbra per 3-2. Onore e merito ai biancoscudati di Franco Gabrieli, usciti a testa alta, consapevoli di aver dato tutto per portare sotto il Santo l'ambito trofeo giovanile.
Non era impresa facile raddrizzare l'1-1 della gara d'andata, ma il Padova ci ha provato in tutti i modi, fino al fatidico minuto 28, in cui il Perugia ha trovato il gol del 2-1 e la superiorità numerica per l'espulsione di Niero. Un episodio che ha cambiato inevitabilmente la storia di una finale equilibrata come poche. Ha vinto allora il maggior mestiere dei ragazzi di Matrecano, più abili a sfruttare le occasioni capitate e le giornate ispirate dei suoi talenti Ousmane, Calcagni, Fondi, Pisinicca e Giampaolo Giuliacci.
Della serie ne sentiremo parlare. E pensare che il pomeriggio biancoscudato era iniziato nel modo migliore. Dopo 9' il Padova è già in vantaggio, grazie a Radrezza, che al volo dentro l'area fa secco Del Gaudio. Dura poco però la gioia in casa biancoscudata, perché dopo soli 14' gli umbri trovano il gol del pareggio: punizione in mezzo e Luchini di testa batte sul secondo palo l'incolpevole Rosellini. Primo tempo molto equilibrato e che si conclude 1-1. La seconda frazione di gioco si apre sulla falsa riga della prima. La partita continua a viaggiare sul filo del rasoio, in attesa dell'episodio decisivo, anche se tutti gli indizi sembrano portare ad un prolungamento ai supplementari.
Al 28' però arriva la svolta che decide il tricolore. Il Padova perde palla a metà campo, si invola Calcagni verso l'area e Niero lo stende. E' rigore e seconda ammonizione per il numero 5 biancoscudato (la prima è datata 30' primo tempo). Dal dischetto va lo stesso Calcagni che realizza. Il Padova tenta allora il tutto per tutto per segnare il gol scudetto, ma in inferiorità numerica è inevitabile il contropiede del solito Calcagni, che porta a tre le reti dei grifoni. L'orgoglio biancoscudato tuttavia non ha mai fine. In pieno recupero Raimondi dal limite dell'area batte per la seconda volta Del Gaudio, anche se, a questo punto, ormai non c'era più tempo per raddrizzare la barca.
«Non abbiamo disputato un brutta gara - ha dichiarato alla fine il tecnico Franco Gabrieli - ma non abbiamo saputo tenere il vantaggio e siamo stati penalizzati dall'episodio del rigore». «C'è il rammarico - ha aggiunto il responsabile del settore giovanile Giorgio Molon - di aver concesso al Perugia qualche infortunato di troppo come Aliberti, Vio e Bocchetti».