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Prato della Valle: ecco il piano-guida di Crotti


 E’ chiuso nel cassetto della giunta Zanonato da quasi nove mesi. Un masterplan firmato dall’architetto Sergio Crotti, che ridisegna il «sistema Prato della Valle». O meglio, immagina il futuro dell’area dietro l’ex Foro Boario: dall’attuale parcheggio al velodromo Monti, dallo stadio Appiani fin a ridosso della cinta muraria. Lo studio-progetto consegnato al Comune si articola in tre differenti soluzioni. Ipotesi ben diverse, su cui deve esprimersi l’Amministrazione. Urbanisticamente, la competenza spetta all’assessore Luigi Mariani. Per gli impianti sportivi, decide il vice sindaco Claudio Sinigaglia.
 Ma il futuro del Pra’ riguarda direttamente anche l’assessore Luisa Boldrin (alle prese anche con la «ristrutturazione» del complesso dell’Antonianum). In ogni caso, l’ultima parola spetta - come sempre - al sindaco Flavio Zanonato.
 In ogni caso le suggestioni di Crotti non possono restare “monopolio” di palazzo Moroni. E’ fuori discussione che serve un ampio, partecipato e sereno dibattito sul futuro possibile del «cuore» di Padova. La città deve potersi esprimere. Dunque, ha bisogno di essere informata.
 Il dossier è depositato in via Sarpi al Settore Pianificazione Territoriale, che continua ad essere diretto dall’architetto Gianfranco Zulian. E’ raccolto in tre fascicoli con 32 tavole a colori. Lo studio Crotti si è misurato con la «ricognizione e lettura dell’assetto attuale», ha poi illustrato sette gradi di intervento per ipotizzare al Comune tre differenti «scenari insediativi» (ipotesi A, B e C che sono evidenziate qui sotto).
 Il «sistema Prato della Valle» significa 34.317 metri quadri di superficie lastricata, 18.580 di verde e 6.042 d’acqua. Nell’area dell’ex Foro Boario, ci sono 75 alberi e 1.977 metri quadri di superficie del «frontone» cui bisogna aggiungere i 10.596 del velodromo Monti e gli altri 15.410 dello stadio Appiani.
 In questo contesto, Crotti parte dal «grado zero»: la mera riqualificazione del parcheggio Rabin, il restauro del frontone e il miglioramento dell’immagine urbana. Poi però l’architetto si spinge dalla «soluzione arancio» (prettamente conservativa) verso i colori rosso, viola e blu. Sono le gradazioni che contraddistinguono via via gli interventi strutturali sull’attuale assetto dell’intera area.
 Così si abbozza un piano di parcheggio interrato davanti al velodromo. Il park in versione underground raddoppia, mentre si pedonalizza l’area senza intaccare la viabilità.
 Poi si demoliscono le tribune dell’Appiani e si «connette» il verde del Pra’ con le mura lungo via 58º Fanteria. L’architetto si spinge fino ad immaginare lo stombinamento del canale Alicorno, la demolizione dell’Appiani e la permanenza del solo «sedime» del Monti, il «parco lineare attrezzato».
 Insomma, nessun diktat architettonico. Anzi, un ventaglio di soluzioni che meritano attenzione e soprattutto un vero confronto nel merito.
 Tanto più che Crotti, nelle tre ipotesi suggerite alla giunta Zanonato, non esita a sbilanciarsi nel tratteggio di spazi edificati, connettivi e aperti. Il suo piano-guida battezza «Forum della Valle» (ipotesi A) un complesso con residenza speciale, il Museo intitolato a Galileo e un «ostello per il turismo religioso». D’altro canto, si intravvede la «Galleria del Prato» con attività commerciali, spazi pubblici e food court (ristorazione, in sostanza).
 Con lo stesso criterio, ecco il «Giardino d’inverno» con l’Arena all’aperto, la ludoteca e la biblioteca di quartiere. E Crotti salva i nomi degli impianti sportivi, che subiscono una specie di «ristrutturazione»: Centro Appiani e PalaMonti. Il primo è un «padiglione per l’aggregazione giovanile», Civic Hall e servizi di quartiere. L’altro incarna l’«agorà polivalente» ovvero uno spazio che tiene insieme sport indoor, eventi, commercio.
 Lo studio, infine, “modula” anche il verde. Il Pra’ finisce per «allungarsi» fino al parco delle mura, mentre il corso d’acqua lungo l’area dell’ex Foro Boario rispecchia l’isola Memmia verso i bastioni.
 A distanza di quasi nove mesi dalla consegna degli elaborati, la giunta Zanonato non si è ancora espressa ufficialmente. Da oggi, comunque, il dibattito in città sul futuro del «sistema Prato della Valle» è comunque in grado di decollare.
- Ernesto Milanesi