09 gennaio 2007 —
pagina 17
sezione: Cronaca
E chiuso nel cassetto della giunta Zanonato da quasi nove mesi. Un masterplan
firmato dallarchitetto Sergio Crotti, che ridisegna il «sistema Prato della Valle». O meglio, immagina il futuro dellarea dietro lex Foro Boario: dallattuale parcheggio al velodromo Monti, dallo stadio Appiani fin a ridosso della cinta muraria. Lo studio-progetto consegnato al Comune si articola in tre differenti soluzioni. Ipotesi ben diverse, su cui deve esprimersi lAmministrazione. Urbanisticamente, la competenza spetta allassessore Luigi Mariani. Per gli impianti sportivi, decide il vice sindaco Claudio Sinigaglia.
Ma il futuro del Pra riguarda direttamente anche lassessore Luisa Boldrin (alle prese anche con la «ristrutturazione» del complesso dellAntonianum). In ogni caso, lultima parola spetta - come sempre - al sindaco Flavio Zanonato.
In ogni caso le suggestioni di Crotti non possono restare monopolio di palazzo Moroni. E fuori discussione che serve un ampio, partecipato e sereno dibattito sul futuro possibile del «cuore» di Padova. La città deve potersi esprimere. Dunque, ha bisogno di essere informata.
Il dossier è depositato in via Sarpi al Settore Pianificazione Territoriale, che continua ad essere diretto dallarchitetto Gianfranco Zulian. E raccolto in tre fascicoli con 32 tavole a colori. Lo studio Crotti si è misurato con la «ricognizione e lettura dellassetto attuale», ha poi illustrato sette gradi di intervento per ipotizzare al Comune tre differenti «scenari insediativi» (ipotesi A, B e C che sono evidenziate qui sotto).
Il «sistema Prato della Valle» significa 34.317 metri quadri di superficie lastricata, 18.580 di verde e 6.042 dacqua. Nellarea dellex Foro Boario, ci sono 75 alberi e 1.977 metri quadri di superficie del «frontone» cui bisogna aggiungere i 10.596 del velodromo Monti e gli altri 15.410 dello stadio Appiani.
In questo contesto, Crotti parte dal «grado zero»: la mera riqualificazione del parcheggio Rabin, il restauro del frontone e il miglioramento dellimmagine urbana. Poi però larchitetto si spinge dalla «soluzione arancio» (prettamente conservativa) verso i colori rosso, viola e blu. Sono le gradazioni che contraddistinguono via via gli interventi strutturali sullattuale assetto dellintera area.
Così si abbozza un piano di parcheggio interrato davanti al velodromo. Il park in versione underground raddoppia, mentre si pedonalizza larea senza intaccare la viabilità.
Poi si demoliscono le tribune dellAppiani e si «connette» il verde del Pra con le mura lungo via 58º Fanteria. Larchitetto si spinge fino ad immaginare lo stombinamento del canale Alicorno, la demolizione dellAppiani e la permanenza del solo «sedime» del Monti, il «parco lineare attrezzato».
Insomma, nessun diktat architettonico. Anzi, un ventaglio di soluzioni che meritano attenzione e soprattutto un vero confronto nel merito.
Tanto più che Crotti, nelle tre ipotesi suggerite alla giunta Zanonato, non esita a sbilanciarsi nel tratteggio di spazi edificati, connettivi e aperti. Il suo piano-guida battezza «Forum della Valle» (ipotesi A) un complesso con residenza speciale, il Museo intitolato a Galileo e un «ostello per il turismo religioso». Daltro canto, si intravvede la «Galleria del Prato» con attività commerciali, spazi pubblici e food court (ristorazione, in sostanza).
Con lo stesso criterio, ecco il «Giardino dinverno» con lArena allaperto, la ludoteca e la biblioteca di quartiere. E Crotti salva i nomi degli impianti sportivi, che subiscono una specie di «ristrutturazione»: Centro Appiani e PalaMonti. Il primo è un «padiglione per laggregazione giovanile», Civic Hall e servizi di quartiere. Laltro incarna l«agorà polivalente» ovvero uno spazio che tiene insieme sport indoor, eventi, commercio.
Lo studio, infine, modula anche il verde. Il Pra finisce per «allungarsi» fino al parco delle mura, mentre il corso dacqua lungo larea dellex Foro Boario rispecchia lisola Memmia verso i bastioni.
A distanza di quasi nove mesi dalla consegna degli elaborati, la giunta Zanonato non si è ancora espressa ufficialmente. Da oggi, comunque, il dibattito in città sul futuro del «sistema Prato della Valle» è comunque in grado di decollare.
-
Ernesto Milanesi