Addio a Gino D'Antonio uno dei padri del fumetto

La morte colpisce a tradimento potrebbe essere uno dei tanti titoli a sensazione che Gino D'Antonio creava per gli episodi della serie poliziesca a fumetti Nick Raider, cui collaborava negli ultimi anni. Invece è quanto è successo a lui, deceduto la mattina del 24 dicembre a Milano, dove abitava, a causa di un ictus. Con lui, perde una delle colonne portanti la casa editrice Bonelli, con cui collaborava in esclusiva da molti anni, mentre al fumetto italiano viene a mancare uno dei suoi autori più significativi.
D'Antonio, nato a Milano il 16 marzo 1927, era assai noto anche all'estero, non solo per le traduzioni dei suoi molti fumetti, ma anche per quanto vi aveva fatto direttamente. Negli anni Sessanta, tramite lo studio Dami, lavorò parecchio per il mercato inglese, realizzando storie di guerra per la Fleetway (poi stampate in Italia dalla Dardo) e pubblicando sui settimanali Tell Me Why, Junior Mirror, Boys World, Junior Express e Eagle.
Benché artisticamente autodidatta, D'Antonio aveva iniziato a disegnare fumetti nel 1947 (Jess Dakota per Mario Oriani), era approdato negli anni Cinquanta al settimanale cattolico Il Vittorioso, per entrare infine nel gruppo di autori messi insieme dalla Mondadori per un suo personaggio poi celebre, il cowboy Pecos Bill. In quel periodo collaborò anche con la Domenica del Corriere e lavorò in pubblicità: sono sue, per esempio, certe note campagne a fumetti per il dentifricio Colgate. Negli anni Sessanta cominciò a collaborare con la Bonelli, dove, per i fumetti che disegnava, cominciò anche a scrivere i testi. E in questo settore sarebbe diventato uno dei più validi autori italiani. Fu li che nel 1967 iniziò la famosa Storia del West - in molti episodi, riproposti più volte in differenti edizioni - che lo consacrava definitivamente tra i grandi del fumetto italiano.
Negli anni Settanta, collaborò molto anche con il settimanale Il Giornalino, comprese le avventure dell'agente segreto Jim Lacy su testi di Alberto Ongaro. Anche qui si dedicò ad opere consistenti e su testi propri, come la splendida serie Storia della 2a Guerra Mondiale, a partire dal 1986. Per questo suo eccellente insieme di attività, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti. Compreso, nel 2001, il Premio alla carriera da parte dell'Anafi, Associazione Italiana Amici del Fumetto e dell'Illustrazione, che coronava in maniera prestigiosa una carriera esemplare.
(Gianni Brunoro)