A Caltagirone il 52 per cento del Gazzettino

VENEZIA. Il 52 per cento di Società Editrice Padana, da ieri, ha un nuovo proprietario. Nelle lussuose sale della villa veneta di Fiesso d'Artico che ospita la sede della Renè Caovilla, Francesco Gaetano Caltagirone ha acquistato la maggioranza della società editrice deIl Gazzettino . L'imprenditore romano ha liquidato Renè Caovilla, Arturo Bastianello, Paolo Sinigaglia, Giuseppe Stefanel e Ivano Beggio con un assegno da 120 milioni du euro. Corrispettivo, sottolinea una nota della Caltagirone Editore, «interamente pagato con mezzi propri». Nessuna sorpresa sul prezzo per azione garantito da Caltagirone ai cinque imprenditori veneti. L'accordo raggiunto nel dicembre 2004 è stato rispettato in pieno: 23,5 euro ad azione.
Il presidente del gruppo editoriale che edita Il Messaggero, Il Mattino di Napoli, il Corriere Adriatico, il Quotidiano di Puglia e il free press Leggo si è presentato all'appuntamento accompagnato dai figli Azzurra e Alessandro, dall'amministratore della Caltagirone Editore Albino Majore e dall'avvocato Francesco Gianni, numero uno dello studio legale romano Gianni-Origoni-Grippo. Tutti presenti i cinque venditori, con il loro pacchetto del 58% di Sep liberato da vincoli di prelazione. Dal padrone di casa Caovilla a Bastianello, Sinigaglia, Stefanel e Beggio che sono giunti alla spicciolata, intorno alle 10.30, a Fiesso d'Artico.
All'atto della formalizzazione, Bastianello (11,2%), Stefanel (7,2%), Beggio (2,8%), Caovilla (28,6%) e Sinigaglia (7,8%) si sono riservati il diritto di esercitare un'opzione put (diritto di vendita) nell'arco dei prossimi 24 mesi. Complessivamente gli imprenditori hanno trattenuto un 6% di titoli Sep. Intorno alle 17.29, la Caltagirone Editore ha emesso un comunicato con il quale ha informato il mercato dell'operazione. «Con l'acquisto della maggioranza de Il Gazzettino - ha sottolineato la società - il gruppo rafforza la sua leadership nel settore con una diffusione media giornaliera di 480 mila copie e un bacino di oltre 3 milioni e mezzo di lettori». Nessun sussulto in Borsa per il titolo della società presieduta dall'imprenditore capitolino: al termine delle contrattazioni, Caltagirone Editore ha registrato un più 0,32 per cento, arrivando a quota 6,69 euro.
Acquista la maggioranza di Sep, Caltagirone si appresta ora ad affrontare la partita del piano di rilancio della storica testata nordestina. Per quanto riguarda l'assetto societario di Sep, bisogna sottolineare che il Cda presieduto da Mario Bertolissi ha già presentato, giovedi all'assemblea dei soci (assenti Edizione Holding e Franco Vaccari), la perizia sul valore delle azioni di Società Editrice Padana. Valore che è stato confermato in 13,5 euro, cifra del tutto analoga a quella periziata in occasione dell'uscita di Luigino Rossi e Giuseppe Bisazza. I rimanenti soci di Sep possono quindi esercitare il diritto di recesso, incassando 13,5 euro ad azione. A quanto pare, però, nessuno dei soci di minoranza (tra cui figurano Franco Vaccari, Cementizillo, Serenissima Holding, Giuseppe Vicenzi e la famiglia Veronesi) pare, per ora, intenzionato a liquidare la propria partecipazione.
Sempre a riguardo della governace di Sep, Caltagirone ha chiesto e ottenuto le dimissioni (con data in bianco) di quattro dei nove membri del consiglio di amministrazione. Fra i dimissionari c'è anche il presidente di Sep, Mario Bertolissi. I cinque membri rimanenti procederanno a cooptare i rappresentanti del gruppo Caltagirone. L'accelerazione impressa all'operazione trova giustificazione nell'interesse dei venditori di non incorrere nell'inasprimento del trattamento fiscale sulle plusvalenze annunciato dal nuovo governo. La chiusura anticipata dell'acquisto della maggioranza, inoltre, permette a Caltagirone di iniziare anche a pensare al piano editoriale.
Pare scontato che l'attuale direttore, Luigi Bacialli, sarà rimosso in tempi rapidi. Stessa sorte dovrebbe toccare all'amministratore delegato Italo Prario, anche se il contratto che lo lega a Sep scade a dicembre 2007. Il futuro della testata nordestina è legato, con ogni probabilità a Paolo Graldi, giornalista bolognese già direttore de Il Messaggero e Il Mattino di Napoli.
«Il Gazzettino ha finalmente un editore - ha commentato la notizia Maurizio Paglialunga, a nome del comitato di redazione del giornale - dopo anni di latitanza da parte dell'azienda. Ci auguriamo che sia impostato quel piano di rilancio che i 140 giornalisti chiedono da anni, a fronte di un declino della testata imputabile a una politica editoriale miope, che non ha tenuto conto delle motivate indicazioni della redazione».