Joey dice addio al sincro


di Diego Zilio
Fine della storia. Joey non nuota più. Continuerà a restare nell'ambiente, comincerà ad allenare, ma con le gare ha chiuso. «Una decisione inappellabile» dice oggi e, conoscendo lei, conoscendo il suo sport, c'è da crederle. A 24 anni (li ha compiuti lo scorso gennaio) Joey Paccagnella, stella del Plebiscito, lascia il nuoto sincronizzato.
Lo fa dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Atene, chiuse con il settimo posto di squadra. Lo fa dopo tre podi assoluti conquistati agli Europei e dopo nove anni di Nazionale. Lo fa dopo aver raggiunto il punto più alto della sua carriera solo pochi mesi fa, ai Mondiali di Montreal, tornando a gareggiare nel duo con la milanese Lorena Zaffalon e arrivando al settimo posto. Un piazzamento, a detta degli esperti, che non rendeva del tutto giustizia alle azzurre.
Lascia giovane Joey, perché sapendosi gestire nel nuoto sincronizzato si può arrivare sino alla soglia dei trent'anni. La stessa Giada Ballan, per restare al nome di un'altra grandissima sincronette padovana, abbandonò le piscine solo a 28 anni, nel 2001. «In realtà è una decisione che ho maturato dopo gli ultimi Mondiali, a fine luglio - racconta Joey - Mi sono presa tutta l'estate per riflettere e alla fine ho deciso. Il Motivo? Non sarei più riuscita ad allenarmi con il ct azzurro Laura De Renzis. Questione di incompatibilità di carattere. D'altra parte non puoi sempre trovarti bene con tutti, è una cosa naturale».
Non c'è stata nessuna classica «goccia che fa traboccare il vaso» ma un rapporto che nel tempo si è logorato, lentamente ma inesorabilmente. «I rapporti non erano idilliaci e non ce l'avrei fatta a restare in vasca con lei per dieci ore al giorno sino alle Olimpiadi di Pechino 2008. Non c'è nessuno screzio particolare che ricordi, semplicemente non ci trovavamo più. Ha preso la mia stessa decisione, e per le medesime ragioni, anche Lorena, la mia compagna di gara in azzurro. E senza di lei, senza Elisa Plaisant, altra amica nel gruppo storico della Nazionale che ha lasciato l'attività, allenarsi non era più la stessa cosa».
Lascia le gare ma resta a bordo vasca, Joey. «Resto innamorata di questo sport e se ho deciso di smettere è proprio perché se continuassi arriverei ad odiarlo. Adesso affiancherò Cristina (Silvestri, sua allenatrice a Padova, ndr), aiutandola in tutte le categorie e poi seguirò personalmente la scuola sincro che aprirà al Nuoto 2000. Questo ambiente è stata la mia vita per 15 anni. Ci resto perché credo di avere tante cose da trasmettere alle ragazze più giovani, per quello che ho visto e per le esperienze che ho maturato. Di certo, adesso, avrò più tempo da dedicare all'Università (Joey frequenta scienze motorie, ndr)».
Hanno provato in tanti a farla ritornare sui suoi passi, al Plebiscito. In primis Cristina Silvestri. «E' stata una scelta sua. Mi ha dato grande dispiacere anche se devo dire che un po' me l'aspettavo - commenta l'allenatrice - Già prima dell'estate vedevo che si stava stancando. E' un peccato perché Joey poteva tranquillamente arrivare a Pechino. Finisce la carriera prima di aver imboccato la curva di discesa».
Di padovane che sono arrivate all'azzurro ce ne sono state numerose negli anni scorsi: Annalisa Zordan, Rita Pittarello, Viviana Idri, Elisa Cima, Linda Marabello, Giulia Mormando e Giulia Camporese. Nessuna, però, è mai salita cosi in alto. «Oggi in tutto abbiamo una sessantina di ragazze - continua la Silvestri - Diverse di loro promettono bene ma per sapere se potrà mai uscire un'altra Joey bisognerà aspettare». E' uno sport di agilità, resistenza e forza fisica, il nuoto sincronizzato. A chi vuole arrivare in alto sono richieste ore e ore di esercizi quotidiani, ma se scatta la scintilla, te ne innamori. «Io ho iniziato per caso, a 9 anni - racconta Joey - In realtà ho iniziato coi corsi di nuoto tradizionale e ho provato il sincro quasi per gioco, per non lasciarlo più. Mi sa che adesso comincerò a girare anch'io per i corsi, in cerca di atlete».
In bocca al lupo, comincia una nuova vita.