Montrone promuove le ex


ABANO.Quella tra Angelo Montrone e il calcio è una storia d'amore infinita, un libro che ogni anno si arricchisce di una pagina nuova e intrigante. Un settore giovanile diviso tra Cagliari, Fiorentina e Bari, e le stagioni d'oro nelle file di un Padova (di cui un anno è stato anche bomber in B) che ha contribuito anche con i suoi gol a riportare in serie A. Poi un lungo girovagare con Pistoiese, Pescara, Cosenza, Cremonese, Mantova e Alessandria. Nell'estate 2003 ecco la nuova scommessa: Angelo riparte dal calcio dilettanti e per farlo sceglie il San Paolo. Con il club cittadino è una cavalcata trionfale sino alla promozione in Eccellenza. Lo scorso anno la decisione di approdare all'Abano ma a dicembre il matrimonio si spezza e Montrone passa alla Piovese. Agli ordini di Maurizio Crescenzio arriva una tranquilla salvezza e a fine stagione spunta l'ennesima sfida. Scendere in Terza categoria con una squadra nuova di zecca, il Thermal Abano (di cui sarà anche tecnico delle giovanili e supervisore del vivaio insieme a Lucio Fasolato) per iniziare una risalita che mira a restituire agli aponensi il calcio che conta.
Niente di meglio dunque, alla vigilia del via, che sia proprio l'ex attaccante biancoscudato a fare un po' «le carte» ai campionati.
Buongiorno Montrone: un'altra stagione tra i dilettanti, eh?
«Ho detto si al Thermal per un discorso di progetti. Col presidente Tiziano Rossetto c'è un rapporto di grande stima e appena mi ha parlato di questa scommessa ci ho subito creduto. Lo staff è di qualità assoluta e molti giocatori sono di categoria superiore. Ci sono tutti i presupposti per fare bene».
Be', sulla carta il Thermal dovrebbe vincere il campionato a mani basse...
«Non è mai facile arrivare primi quando tutti ti danno per favorito. Gli avversari contro di noi giocheranno alla morte ogni domenica. Ci sarà da lottare».
Ha seguito il mercato estivo dei dilettanti?
«Certo. Leggere le trattative delle varie società è molto interessante».
Lei la scorsa stagione ha giocato in Eccellenza: come vede le padovane?
«Il Casalserugo cambia sempre poco e ogni anno raccoglie ottimi risultati. La Vigontina ha un organico eccezionale e Sabatini, Zalla e Pellizzaro sono elementi che possono fare la differenza. La più attrezzata mi sembra però il San Paolo. Con Gregnanin e Testolin ha sistemato la difesa e con Dal Col ha un uomo che in mezzo al campo fa reparto da solo. In attacco poi la coppia Clementi-Borriero fa paura».
E la «sua» Piovese?
«A Piove ho trascorso sei mesi bellissimi. La società è solida e tutti remano nella stessa direzione. Lo scorso anno avevamo grossi limiti, con molti doppioni e diversi ruoli scoperti. Ora hanno capito dove intervenire e hanno preso elementi validi soprattutto per le fasce. Li ho visti in amichevole con l'Albignasego e il tandem Pittaro-Comellato mi ha davvero impressionato».
In Promozione chi parte un gradino sopra le altre?
«Dovendo fare un nome scommetterei sulla Tagliolese. Tra le padovane ho fiducia nel Due Carrare, Mauro Contato è un tecnico molto preparato».
Eccoci alla Prima categoria...
«Sarà il campionato più bello ed avvincente. Abano e Albignasego hanno costruito due corazzate ma mi è stato detto un gran bene anche di Legnarese e Alta Padovana. Una possibile sorpresa? Direi il Carpanedo. Ho avuto la fortuna di conoscerne l'ambiente e sono rimasto colpito. Si respira un'aria diversa, quasi agli antipodi con il business del calcio attuale».
E del Montrone calciatore cosa vogliamo dire?
«Sono reduce da una brutta frattura all'ulna e ho da poco iniziato la riabilitazione. Vivo ad Abano con la mia famiglia, a ottobre compirò 38 anni e dallo scorso autunno lavoro alla Banca di Credito Cooperativo di Lozzo Atestino. Sto imparando ad apprezzare il calcio come puro divertimento e ogni giorno scopro dei valori di cui prima ignoravo l'esistenza».