Cestaro ha deciso, Favero rimane


Avanti con Renato Favero. Sarà lui, il direttore sportivo arrivato l'estate scorsa dopo il congedo da Vignoni, a scegliere il nuovo allenatore e la rosa del Padova per la stagione 2005/06. I veri responsabili del fallimento del torneo appena concluso, dunque, sono Ulivieri e i giocatori.
Il presidente Marcello Cestaro, dopo mille tentennamenti e dubbi (cosi, almeno, ha fatto credere), ha sciolto il rebus relativo al responsabile dell'area tecnica, comunicando da Vicenza ieri pomeriggio la sua scelta. «Mi sono visto con il diesse - ha spiegato - e, dopo un'attenta analisi di quanto è accaduto quest'anno, ho concordato con lui di proseguire il rapporto per un'altra stagione».
Possiamo sapere che cosa l'ha convinta che questa sia la soluzione giusta?
«Ho analizzato i vari aspetti del suo operato, cose negative comprese, e alla fine ho concluso che il suo progetto può andare bene. E' una scelta totalmente mia».
Non ha influito nessuno dei soci, vecchi e nuovi, con cui lei si è incontrato lunedi sera a Torri di Quartesolo? Neppure De Gasperi, molto legato a Favero?
«No, ripeto, ho deciso da solo. Del resto, tutti, nell'incontro cui lei fa riferimento, sull'argomento alla fine mi avevano dato la loro piena delega: 'Marcello - erano stati concordi - fai tu". Pure De Gasperi».
Ora resta il tassello del nuovo tecnico da incastrare nella casella rimasta vuota. Sarà Gianfranco Bellotto, in ottimi rapporti con il direttore, visto che entrambi sono di Camposampiero?
«No, guardi, Bellotto non lo voglio proprio. L'ho detto chiaro e tondo al diesse, tutti ma non lui».
E qui finisce la chiacchierata con il patron. Se non abbiamo capito male, Cestaro ha fatto tutto di testa sua, affascinato da un progetto che Favero gli ha presentato le scorse settimane e che prevede l'allestimento di una squadra in linea con la riduzione del budget decisa dagli azionisti, e che si può attestare intorno al 30% rispetto alle precedenti due annate. Ma non era stato l'attuale direttore sportivo a portare Zerbini e Bianchi in biancoscudato, con contratti superiori alla media, e a caldeggiare gli ingaggi di Maurizio Rossi e Manetti nell'autunno scorso, rivelatisi alla lunga poco utili alla causa? Mah, continuiamo a credere che gli errori siano stati tanti, e che Favero non abbia meno responsabilità di Ulivieri e della squadra.
Ciò detto, lascia sconcertati l'affermazione del presidente su Bellotto. Evidentemente, Cestaro è sempre condizionato dai «consigli» degli amici che si ritrova vicini di casa: due mesi fa Bellotto ha allenato a Vicenza, venendo chiamato, e poi esonerato, dal presidente Cassingena dopo appena tre partite, coincise con altrettanti pareggi (Ascoli, Perugia e Catanzaro). Da che cosa gli deriva tanta sicurezza? Dalle informazioni ricevute dai dirigenti biancorossi. Ecco perchè «a Favero ho detto chiaro e tondo che non me lo proponga come allenatore del Padova».
Cosi salgono le quotazioni di Maurizio Costantini, ex Mestre, Acireale e Catania, insieme a quelle di Attilio Tesser, ora alla Triestina. Da questo ballottaggio probabilmente scaturirà il nome definitivo per la panchina. Per molti giocatori in scadenza di contratto, poi, si profila il «divorzio»: nei disegni del diesse non c'è più posto per loro.

Stefano Edel