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Beffati dal falso principe svevo


 MONSELICE. A Monselice il principe non passa. Tantomeno se si spaccia per reale di Svevia, discendente dell’imperatore Federico II. E’ così che il quarto punto all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, quello affidato all’assessore Giovanni Belluco per la consegna della cittadinanza onoraria e degli attestati di benemerenza, è stato parzialmente congelato. Non solo. E’ iniziata una vera e propria indagine sul conto del fantomatico Principe Antonio Francesco Calabria Cilento de Hauteville.
 La giunta aveva deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria in quanto «erede di importanti casate nobiliari europee, tra cui quella di Svevia». Riconoscendogli anche il merito di aver «contribuito a promuovere la Giostra della Rocca».
 Ma ai consiglieri di centrosinistra quello strano nome ha fatto accendere subito un campanello d’allarme. Tanto da indurli a fare una piccola ricerca on-line, in un dei più famosi motori di ricerca in internet. E’ così che Francesco Miazzi e Carla Montelatici hanno scoperto che esiste persino un libro su Antonio Calabria Cilento de Hauteville. Il titolo è: «Tre Falsi “Re di Svevia”», ovvero i magnifici truffatori araldici Paolo Francesco Barbaccia, Antonio Calabria (Cilento Hauteville) e Giovanni Caspis. Nei forum on-line si leggono questi commenti al libro: «Tutti gli storici concordano con il libro dello storico Pelliccioni Poli, il quale ha smascherato i truffatori araldici, Paolo Francesco Barbaccia e Antonio Calabria, araldicamente nessuno, che si fecero adottare da un falso Re Caspis, che essendo stato smascherato, indusse i suoi pupilli Barbaccia e Calabria ad inventarsi tout court una fantagenealogia. Che offende anche il comune buone senso».
 Addirittura c’è chi è pronto ad addebitare a Francesco Barbaccia, socio di Antonio Calabria, una certa «vicinanza» con l’ambiente mafioso. «Questo principe è un perfetto sconosciuto e mi chiedo se il fatto che sia venuto una volta a Monselice, possa bastare per farlo diventare cittadino onorario - ha detto Carla Montelatici, dei Ds - chiedo ulteriori informazioni sul suo conto».
 «Chiedo se c’è qualcuno che può garantire su questo personaggio, visto che si parla di mafia e massoneria - ha aggiunto Francesco Miazzi - invito a sospendere questa benemerenza fino a che non ci saranno informazioni certe. Il rischio è di fare diventare questa cittadina un’autentica barzelletta».
 L’assessore Giovanni Belluco ha difeso il nobile: «Dobbiamo esaminare la cosa in termini pubblicitari, vista la propaganda che quest’uomo sta facendo di Monselice». Ma dopo cinque minuti di sospensione, il consiglio comunale ha deciso di congelare il conferimento della cittadinanza onoraria al Principe Antonio Francesco Calabria Cilento de Hauteville.
- Enrico Ferro