Otto anni dopo, è di nuovo B

In casa del Rampin Petrarca di calcio a cinque si è chiusa un'epoca. La retrocessione in serie B, arrivata al primo turno dei playout contro il Piemonte dopo che nella stagione regolare la formazione padovana si era classificata al terzultimo posto con soli 28 punti, ha fatto tornare i colori bianconeri nella categoria da dove, nel 1996, con l'attuale assessore al commercio Ruggero Pieruz al comando, era cominciata la cavalcata trionfale verso la massima serie: un'ascesa culminata con la promozione nel 1997 e la semifinale scudetto raggiunta al termine della stagione 1997-98.
Nei quattro campionati successivi la squadra raggiunse sempre i quarti di finale, prima della retrocessione in A/2 e del cambio al timone della società, con il passaggio di consegne da Pieruz all'attuale numero uno, Paolo Morlino.
E' proprio l'ex presidente tra i più dispiaciuti per l'amaro epilogo della stagione, visto che il Petrarca calcio a cinque è una sua creatura. «Ho investito anima e corpo in quell'avventura, che mi ha regalato tante soddisfazioni a livello nazionale ma mi è anche costata un occhio della testa - racconta Pieruz - E' per questo motivo che due anni fa ho deciso di dire basta. Ci vogliono tantissimi soldi per costruire una squadra in grado di galleggiare in serie A e non mi stupisce affatto che sia finita cosi, nonostante gli sforzi che Morlino ha profuso in questi due anni per mandare avanti la baracca tra mille sacrifici. Dispiace molto».
Non sfiora nemmeno di striscio l'aspetto economico l'attuale presidente nell'enunciare i motivi per cui è arrivata la retrocessione. «Siamo una delle poche società in Italia ad essere composta quasi esclusivamente da giocatori giovani e italiani, che provengono dal nostro fornitissimo settore giovanile, anziché da italo-brasiliani e, sotto questo profilo, abbiamo svolto e continueremo a svolgere un grande lavoro anche in B. Rispetto all'anno scorso, abbiamo fatto la scelta di ringiovanire ulteriormente, ed evidentemente l'abbiamo pagata in termini di esperienza. Ci sono poi state altre vicissitudini negative, tra cui la decisione del nostro allenatore-giocatore Andrea Urbisaglia di lasciarci a novembre e le 'intemperanze disciplinari" dei tre giocatori tecnicamente più forti della rosa: il portiere Marco Androni, il laterale spagnolo Daniel Iglesias e il pivot Daniele Turiaco, che abbiamo dovuto mettere fuori rosa a metà campionato. Non siamo riusciti a trovare un altro allenatore che presentasse le caratteristiche giuste e l'assenza dei tre si è fatta sentire».
L'ex capitano del Petrarca, il portiere Daniele Bargellini, protagonista delle stagioni più esaltanti insieme ai vari Verri, Frizziero, Bruno, Roma e Fasciano, manifesta dispiacere solo per gli ex compagni di squadra che gli sono rimasti amici, nulla più. «Per la retrocessione della società non provo nulla e credo di parlare anche per gli altri giocatori che con me hanno vissuto il Petrarca degli anni d'oro. Quello era il vero Petrarca, una realtà in grado di diventare nel giro di pochi anni, grazie alla grande passione di Pieruz e alla ventata di entusiasmo portata da Fabrizio Rendina, il fiore all'occhiello del calcio a 5 veneto. Quello che c'è ora non è il mio Petrarca e non è nemmeno più la squadra simpatica di una volta...». (ma.mosc.)