Villa dei Vescovi ora è del Fai


Il Fai aggiunge un gioiello dei Colli Euganei al suo patrimonio mobiliare. La famiglia Olcese ha infatti donato al Fondo Italiano per l'Ambiente la monumentale Villa Vescovi, che negli anni Sessanta acquistò dalla Curia Padovana, che ne commissionò nel XVI secolo la costruzione. La sontuosa villa di Torreglia, nella frazione Luvigliano, sarà cosi gestita, conservata e aperta al pubblico dal Fai, che dopo la firma della cessione gratuita dell'immobile e dei suoi preziosi mobili (firma apposta alla fine del 2004), è già attivamente alla ricerca di grandi sponsor per affrontare un restauro che richiederà circa tre milioni di euro di investimento. Lo stesso Fai attiverà poi, entro la fine dell'estate, non solo una campagna informativa sulla preziosa acquisizione e sulle peculiarità storico-artistiche della Villa, ma anche alcune iniziative per sollecitare l'attenzione e la generosità del pubblico sul capolavoro di Giovanni Maria Falconetto e poter cosi iniziare presto gli interventi di restauro.
Grande e illuminato fu il restauro cui la sottopose Vittorio Olcese, scomparso nel 1999, che tra le arcate della villa e la tranquillità della campagna euganea trovava «rifugio» dalla sua intensa attività imprenditoriale e politica, e la moglie Maria Teresa Valori operarono nella villa negli anni Sessanta con il contributo e la supervisione dell'Ente Ville Venete: pittori, affrescatori, stuccatori, maestri della pietra, del marmo, dei vetri e dei giochi d'acqua lavorarono lungamente per sollevare dalla rovina operata dal tempo gli splendori architettonici della villa. Un'operazione che nel 1969 consegnò agli Olcese il premio internazionale al miglior restauro di un monumento storico-artistico attribuito dall'Associazione Architetti USA e che ancora oggi, alla luce della successiva rinascenza della cultura del restauro e dei traguardi raggiunti dalle tecniche conservative, concede di ammirare tanto il sito, quanto il rispetto con cui i suoi proprietari lo hanno conservato. Una sensibilità ed un'affezione espressa anche con la disponibilità a fare della villa sede di convegni, mostre e che ora Maria Tersa Valori-Olcese il figlio Pierpaolo hanno voluto ribadire donando al Fai la villa e persino l'arredamento che, coerentemente, è stato raccolto con opportune ricerche nel mercato dell'antiquariato.
Dopo essere stata sede di villeggiatura di alti prelati e casa di campagna della celebre famiglia milanese, Villa dei Vescovi si prepara - dopo i necessari restauri - ad una vita pubblica, a diventare meta turistica per circa 25-30.000 visitatori ogni anno, stando alle stime del Fai (sempre cauti nel valutare i numeri che riguardano le loro iniziative), che prevede di sensibilizzare soprattutto il turismo termale. Chissà se il flusso disturberà il verde e silenzioso abbraccio delle strette stradine dei colli e la pace del vicino eremo camaldolese di Monte Rua. O il pubblico sensibile all'arte saprà anche essere sensibile e rispettoso nei confronti del paesaggio e della sua quiete...

Marina Grasso