16 dicembre 2004 —
pagina 14
sezione:
Nazionale
Uno spray per... purificare
le anime
Siamo bombardati quotidianamente da spot riguardanti profumi, creme e deodoranti, che provocano tante fobie nella gente! Perché non inventano anche un deodorante spray per purificare le anime?
Daniela Carraro Padova
I cittadini-contribuenti
chiedono correttezza
Sono uninsegnante, e so quanto dolorosa sia per un ragazzo una bocciatura, specialmente se arriva quando non se laspetta. Mi ha perciò colpito il servizio su quello che è successo a un allievo del liceo Marchesi (vedi il mattino del 21 novembre). La ricostruzione della vicenda proposta nellarticolo, che ho letto con attenzione e sul quale ho riflettuto a lungo prima di decidermi a prendere carta e penna, apre molti interrogativi.
Il primo è: ha fatto bene il ragazzo a fare ricorso? Dal momento che gli stessi giudici del Tar hanno rapidamente riconosciuto illegittima quella sua bocciatura, evidentemente sì: ha fatto bene, non si era sbagliato. Ma... Cè un «ma». Anzi, ce nè più di uno, perché buon senso e correttezza mi sembra stiano abbandonando la scuola italiana.
Se quanto riporta larticolo corrisponde al vero (e finora non ho motivi per dubitarne) il buon senso avrebbe dovuto anzitutto far riflettere i colleghi che hanno bocciato quel ragazzo: che senso ha farlo quando è già arrivato a un anno dalla conclusione del suo percorso scolastico? Voglio dire: se ce nerano i motivi, non sarebbe stato meglio farlo ben prima? A meno che, beninteso, il suo quarto anno non fosse stato talmente disastroso da consigliare quello «stop», seppure tardivo. Ma se così fosse stato i docenti, che fino a prova contraria sono ufficiali pubblici e in quanto tali «al servizio del cittadino», avrebbero dovuto metterlo in guardia; e così non devessere accaduto, altrimenti non si spiegherebbe la «sorpresa» dellinteressato.
Non posso conoscere, naturalmente, cosa abbia davvero determinato quella bocciatura. Ma in realtà non interessa neppure saperlo. Perché anche se fosse stata davvero meritata, infatti, cambierebbe qualcosa? No, mi pare. E questo esattamente dal momento in cui la sentenza del Tar ha dato ragione al ragazzo. Non ci vuole una logica particolarmente raffinata per comprendere che da quel momento ogni discorso «bocciatura sì - bocciatura no» è diventato superfluo.
Da quel momento, oltre al buon senso, è venuta meno la correttezza. Perché la scuola non ha eseguito quella sentenza che le aveva dato torto? Perché ha «tenuto in ballo» per mesi un ragazzo che aspettava un nuovo giudizio, facendogli così perdere un anno? Perché ha scelto questa strada che tra laltro ha portato a perdere anche il secondo ricorso e a far crescere il «conto» delle spese giudiziarie che i cittadini-contribuenti dovranno sostenere?
Allora, ecco la conclusione. Ha fatto bene quello studente a fare ricorso (e aveva ragione: lha detto un tribunale). Ma forse anche lui ha commesso un errore, perché... si è fidato di una pubblica amministrazione sorda al richiamo del buon senso e scarsamente dotata del senso della correttezza (nei suoi confronti e nei confronti di tutti i cittadini).
Auguri, Italia.
Maria Paola Carletti Padova
Affidamento condiviso
scelta di civiltà
Ho letto con molto interesse la recente, amara constatazione del Vescovo di Padova dovuta al drammatico calo delle nascite. Nei giorni scorsi ho visto tentare alcune spiegazioni a questo fenomeno fra cui lalto costo dei figli, lavori poco sicuri, aspettative di carriera, ecc. Ma, a parer mio, ve n è una certamente importante che non mi pare sia stato presa nella dovuta considerazione, ossia la precarietà attuale della famiglia italiana.
Quando la moglie decide di separarsi (nel 71% delle separazioni sono appunto le donne a prendere liniziativa), di regola riceve dai giudici l affidamento esclusivo dei figli, se ci sono; di conseguenza si vede assegnata la casa coniugale, anche se di proprietà del marito, ed inoltre un assegno di mantenimento (anche se lavora), che può gestire liberamente, senza delega e senza rendiconto. E chiaro che queste consuetudini giuridiche costituiscono dei veri e propri «incentivi alla separazione». Così lintegrità della famiglia non è certo tutelata. Questo cosa comporta negli uomini che si dovrebbero sposare e soprattutto contribuire alla procreazione? Una comprensibile riluttanza ad imbarcarsi in unavventura dallesito incerto dovuta al timore che un giorno, ipotesi neppure troppo remota visto il numero spropositato di separazioni, la moglie decida unilateralmente di disfare il matrimonio, incontrastata ed appoggiata.
Io penso invece che la famiglia sia un elemento portante della nostra società e come tale vada difesa e non debba essere sostituita in nessun modo da una sorta di matriarcato. E arrivato il momento di cambiare le leggi con laffidamento condiviso, scelta di civiltà, per cercare di evitare che la separazione si trasformi in un premio per chi la richiede, per dare certezze alla nostra società e maggior desiderio di mettere al mondo dei figli.
Lettera firmata Padova
Presidente Ciampi,
vogliamo più sicurezza!
Lettera aperta al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
Egregio Presidente, attraverso questa lettera voglio informarla di quanto sta accadendo nei nostri paesi del cosiddetto Nordest. Parlo del Veneto, regione onesta, laboriosa e ospitale con tutti al di là del colore della pelle e della provenienza. Regione che con le proprie tasse copre buona parte delle entrate statali.
Tuttavia nei nostri paesi non è più possibile vivere con dignità e serenità. Le serate sono segnate dal coprifuoco, poiché la città e i paesi sono in mano a bande di criminali italiani e stranieri. Entrano nelle nostre case, ormai, a qualunque ora, bastonando e violentando i nostri «vecchi» e le nostre donne, spesso anche loro anziane. Egregio Presidente, quale eredità lasciamo ai nostri figli in materia di sicurezza? E questo, in particolare, che mi ha spinto a scriverLe. Egregio Presidente, è vero le leggi ci sono ma se non vengono applicate a cosa servono?
Si parla a sproposito della certezza della pena come deterrente, se ne parla ma i fatti? Ormai chi viene arrestato, non sconta affatto la pena e il delinquente che sa di non espiare la pena, è spinto a delinquere. Si dice che non ci sono le strutture, che i criminali vanno integrati nella società e come? Le strutture si possono costruire, come si fa per le strade e i numerosi palazzi che sorgono come funghi ovunque.
La polizia, sembra non riesca ad applicare la legge, poiché spesso la legge, per un meccanismo contorto, sembra favorire i criminali e non la polizia o lonesto cittadino.
Vede signor Presidente, amo la terra dove vivo e la mia gente, non è giusto che il territorio venga depredato senza che nessuno affronti seriamente il problema.
Quando la politica si prenderà veramente cura del nostro Paese e dei suoi concittadini? La libertà, la serenità, soprattutto di coloro che questo benessere hanno costruito, i nostri padri e le nostre madri, non dovrebbe avere colore politico. Non dovrebbero esserci schieramenti politici di fronte a efferati fatti di cronaca.
Confido in Lei, signor Presidente e in tutti gli amministratori, affinché quella che chiamiamo libertà si realizzi poiché libertà non è solo poter leggere il giornale o guardare la televisione, libertà è anche avere il diritto alla tranquillità e vivere sereni nei propri paesi e nelle proprie case. In particolare per gli anziani di oggi, giovani del passato che questo benessere hanno prodotto con grande sacrificio e abnegazione.
Vede, signor Presidente, per la gente, soprattutto la più debole, quella che la politica chiama microcriminalità rappresenta la vera e unica criminalità, rappresenta il terrore dei pensionati, delle donne e di tutti coloro che hanno subito, subiscono e subiranno atti di criminalità.
Le chiedo scusa, signor Presidente, se mi sono permesso di disturbarLa e tediarLa, ma Le assicuro che non sappiamo più che tipo di sicurezza invocare o usare nelle nostre case per proteggere i nostri figli.
Giovanni Vecchio Fratte di S. Giustina in Colle
Scienze politiche
studentessa molto delusa
Sono una studentessa dellultimo anno di Scienze politiche, allUniversità di Padova. Scrivo questa lettera per riferire la situazione che si sta creando in Facoltà. Molti corsi sono stati rinviati, altri addirittura non si svolgeranno. Il mio ultimo corso (Partiti politici e gruppi di pressione nellU.E.) è prima slittato e poi perfino sospeso: ciò significa che non si terrà e non potrò frequentare, ma allappello desame dovrò portare lintero programma come se avessi scelto di non frequentare.
A me non interessa se il motivo di questo disagio è la riforma Moratti, io penso che a noi studenti deve essere garantito il diritto allo studio (e quindi anche a partecipare ai corsi) in quanto le tasse che versiamo allUniversità servono a questo fine. Sono molto delusa.
Elisa via e-mail
Risolvere il problema
degli scarichi fognari
Scrivo riferendomi allarticolo apparso il 13/12/2004. Agli abitanti del tratto di via Padana dal km 12,50 al km 13,00 è stata inviata una comunicazione dal Comune di S. Angelo di Piove per regolarizzare la loro posizione sugli scarichi abusivi. Mi pongo una serie di domande. Perché questo breve tratto di strada (circa mezzo chilometro) è sprovvisto di rete fognaria? Perché la comunicazione non è stata inviata a tutti i residenti che scaricano sul tratto interessato? Perché io, come altri, dovrei installare il depuratore spendendo qualche migliaia di euro se, in futuro, verranno installate le fognature? Perché il Comune di S. Angelo non convoca tutti i residenti interessati e non cerca di risolvere il problema collettivo, intervenendo in prima persona? Spero che una nuova amministrazione santangiolese ponga come prioritario questo intervento, cioè il completamento del tratto fognario che permetterebbe di farci risparmiare inutili spese.
Lettera firmata S. Angelo di Piove