Restauro al cavallo ligneo

Il grande Cavallo ligneo è divenuto dall'Ottocento uno dei principali segni distintivi dell'interno del Palazzo della Ragione. Fu costruito nel 1466 per una giostra, su commissione del conte Annibale Capodilista.
Tradizionalmente attribuito a Donatello, per la sua somiglianza con il cavallo del monumento Gattamelata, è invece opera di autore ignoto. Elogiato dal Vasari nel Cinquecento, fu anche ricordato in versi da Lodovico Lazarello Padovano. Anche Rossetti ricorda: «Le bardature, l'armi e gli ornati di questa celebre giostra, brillavano d'ogni intorno per lo splendore dell'oro, e delle gioie, dalle quali erano ricoperti».
Conservato nel Palazzo dei Capodilista, quale segno della gloria familiare, fu donato alla città nel 1837 e trasportato nel Salone. Fu smontato e rimontato quasi completamente e integrato in diverse parti, tra cui testa e coda, rifatte dall'intagliatore Agostino Rinaldi, su modello dello scultore Antonio Gradenigo, perché come ricorda il Vasari erano mancanti o molto danneggiate già nel'500.
Le misure di rilievo rendono l'idea dell'imponenza dell'intera opera che raggiunge m. 5,75 di altezza per una circonferenza del corpo di m. 6,20. La costruzione era stata pensata per potervi entrare e stazionarci comodamente, tramite una botola di accesso all'interno del corpo del Cavallo.
Il perno di equilibrio dell'intera struttura è la sfera di ghisa, con raggio di cm. 27 circa e un peso di circa 615 Kg. E' questo il punto principale di ancoraggio del Cavallo al basamento ligneo.
La Fischer Italia ha accettato con entusiasmo l'invito del Comune di Padova ad essere partner nel progetto di restauro conservativo del Cavallo ligneo.
Il lavoro di conservazione è stato accompagnato da una serie di approfondimenti sulla storia dell'opera, sulle tecniche della sua realizzazione e sugli accorgimenti necessari a garantirne una corretta conservazione.
Dopo le indagini preliminari, primaria importanza è stata data alla fase di disinfestazione che ha racchiuso il cavallo in un contenitore ermetico per circa 1 mese. In seguito si è eseguita l'opera di pulitura e consolidamento.
Altra operazione importante è stata consolidare e irrigidire, anche con l'utilizzo di ancoranti appositamente studiati e realizzati da Fischer, il materiale ligneo nelle zone maggiormente interessate dagli agenti xilofagi e di conseguenza reso molle e friabile soprattutto nei punti di ancoraggio delle tavolette allo scheletro sottostante.
Una volta rinforzato il materiale si è potuto procedere alla sistemazione statica dell'intera struttura. Il costo complessivo del restauro, finanziato da Fischer Italia è di circa 80.000,00 euro.