Che bello gli All Blacks all'Appiani


PADOVA. Sabato gli All Blacks saranno in campo a Roma, allo stadio Flaminio, per il più atteso test-match della stagione azzurra. Il rapporto dei «tuttineri» con l'Italia, però, è sempre stato preferenziale. Fin da quel 22 ottobre 1977, data della loro prima apparizione italiana.
Al termine di una tournée in Europa, quando ad affrontarli fu il «XV del Presidente», cosi denominato per celebrare il cinquantenario della Federazione Italiana Rugby. Allineata sul terreno una selezione di azzurri e dei migliori stranieri del campionato. Teatro di quella epica sfida fu lo stadio Appiani di Padova: fini 17 a 9 per i mitici neozelandesi, e in quel pomeriggio, davanti a oltre 20 mila spettatori entusiasti, e a milioni di tifosi che seguirono l'evento in tv, raccontato dalla voce di Paolo Rosi, si scrisse una delle pagine più belle della nostra storia ovale.
In seconda linea, a fianco dell'allora sudafricano-rodigino Dirk Naudè, c'era Andrea Rinaldo, presidente del Petrarca per sette stagioni e in procinto di candidarsi alle prossime elezioni federali del 20 novembre per un posto in consiglio tra le fila dei sostenitori dell'attuale presidente Dondi. La sua maglia bianca e azzurra di quella partita all'Appiani, oggi, fa bella mostra di sé nel salone principale del «Centro Geremia» della Guizza. Tra gli obiettivi di Rinaldo, perché no?, potrebbe esserci anche il desiderio di riportare gli All Blacks a Padova, visto che tornarono anche nel '92 al Plebiscito (oltre 8.000 spettatori) vestendo la maglia del «XV della Colonna» per sostenere la ricerca contro la leucemia infantile. In campo, quel giorno all'Appiani, c'erano i fratelli Rino e Nello (autore di una meta, fatto più unico che raro contro simili avversari) Francescato, il trevigiano Marchetto, l'estremo polesano Zuin, ma anche molti altri petrarchini: dalla mediana Babrow-Pardies, alla terza linea Baraldi, all'intera prima linea: Presutti-Monfeli-Piovan. I tre ricevettero i complimenti degli avversari diretti capitanati da Graham Maourie, al punto che, tra i pochi ad avere l'onore di scambiare la maglia a fine partita, ci fu anche il pilone Mario Piovan, protagonista di un duello indimenticabile con Brad Johnstone, ct dell'Italia dal '99 al 2002.
Intanto, in vista del big match di sabato, si va verso il tutto esaurito, visto che rimangono solo poche centinaia di biglietti per la tribuna. Con una richiesta che continua ad essere costante, sembra ormai scontata la chiusura dei botteghini nella giornata di sabato. Domani mattina arriverà a Roma da Auckland con la moglie Fiona l'ospite d'onore della sfida, ovvero Jonah Lomu, il rugbista più famoso del mondo. Nella capitale il campione neozelandese (63 caps e 37 mete con gli All Blacks) riceverà dal presidente federale Dondi e dal numero uno del Coni Gianni Petrucci l'onorificenza «Pro Singulari Merito» e il premio «Rugby Lifestyle Award 2004». Al termine della cerimonia, Lomu terrà la sua prima conferenza stampa dal giorno del trapianto di rene a cui si è sottoposto in estate, per contrastare la nefrite diagnosticatagli nel 1996.
Intanto, tra gli azzurri, che ieri hanno riposato per tutta la giornata e che oggi tornano in campo all'Acqua Acetosa, il morale è alto. Tra le tante telefonate di congratulazioni anche quella di Mirco Bergamasco, 21enne trequarti padovano, infortunatosi al polpaccio con la maglia dello Stade Francais in Heineken Cup. Il fratello minore di Mauro, uomo del match sabato a L'Aquila contro il Canada, ha già ripreso la preparazione e, la prossima settimana sarà disponibile per un'eventuale convocazione in occasione del match del 27 novembre a Biella, contro gli Usa. Va peggio, purtroppo, a Denis Dallan, ala del Benetton, che contro il Canada ha riportato la rottura del tendine d'Achille sinistro: verrà operato giovedi ad Asiago.
Gli All Blacks, nel frattempo, hanno dato prova del loro grande potere mediatico, con dieci minuti di applausi, di bandiere e sciarpe sventolate al vento da tutto il pubblico dell'Olimpico di Roma, per salutare gli ospiti d'eccezione per Lazio-Siena di calcio. Tra i presenti l'assistant coach Wayne Smith, ex-apertura di Casale e Treviso, e il selezionatore Brian Lochore, leggenda del rugby tuttonero e ct nel 1987, anno della vittoria della Nuova Zelanda nella prima Coppa del Mondo.

Federico Fusetti