10 ottobre 2004 —
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Cronaca
Si tornerà a in aula domani in tutte le facoltà dellUniversità di Padova, ma le prime ore di lezione saranno dedicate a spiegare agli studenti i motivi di fondo della protesta che sta attraversando in maniera trasversale il mondo accademico. E questa lindicazione emersa, venerdì scorso, in unanimata riunione del Senato accademico che si è protratta fino a sera.
Dal canto loro i ricercatori, principali soggetti della protesta, ribadiscono che continueranno nellagitazione e annunciano in novembre una nuova settimana di mobilitazione. Lindicazione che arriva dallateneo ai professori le cui lezioni iniziano domani è quella di dedicare le prime ore ad illustrare i motivi dellagitazione dei ricercatori, così da renderne partecipi anche gli studenti.
«Fermo restando lassoluta libertà di ogni professore, il Senato accademico ha voluto dare un segnale di preoccupazione e di attenzione sulliter parlamentare del disegno di legge Moratti - spiega il prorettore vicario Giuseppe Zaccaria -. Speriamo che le dichiarazioni di apertura del ministro siano seguite dai fatti».
Il momento è delicato, anche per la responsabilità che grava sui presidi nel garantire un avvio regolare delle lezioni: per questo il Senato accademico ha anche invitato i presidi a considerare non ricevibili le rinunce dei ricercatori che non siano formalizzate.
La gestione delle prossime iniziative di protesta è stata poi rinviata alle singole facoltà, che agiranno in modo da evitare il maggior numero di disagi agli studenti.
Lindicazione è di cercare di recuperare le lezioni perse nel corso del semestre.Linvito che possiamo fare agli studenti e alle loro famiglie è quello di confidare nella loro comprensione per i disagi che potrebbero verificarsi, nella loro attenzione ai motivi della protesta e nella loro collaborazione nella difesa delluniversità» - sottolinea ancora il prorettore vicario Zaccaria.
Venerdì scorso inoltre una riunione romana ha impegnato i rappresentanti dei ricercatori di tutto il paese. Ne è uscito fuori un documento in cui è sottolineata lintenzione di proseguire nella protesta. La richiesta resta quella del ritiro del disegno di legge Moratti: «ribadiamo lassenza di margini di trattativa e la sordità dellinterlocutore» - affermano i ricercatori.
Le richieste inoltre si allargano ad una valutazione complessiva della prima applicazione della laurea triennale, e ad una ripresa delle assunzioni per i giovani più meritevoli.
I prossimi appuntamenti della protesta, oltre al «lunedì di mobilitazione» previsto per domani, sono: lezioni in piazza nelle prossime settimane e una manifestazione regionale il 20 o il 21 ottobre, probabilmente a Padova. Un nuovo momento forte di mobilitazione si annuncia per la settimana dall8 al 13 novembre: una settimana in cui il mondo universitario si dedicherà interamente a discutere il proprio futuro.
Possibile un nuovo stop alle lezioni, sostituite da assemblee e incontri istituzionali.
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Claudio Malfitano