01 ottobre 2004 —
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sezione:
Cronaca
Qualche spiraglio dallincontro di ieri a Roma fra Letizia Moratti e una delegazione della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. La quale ha intanto preso atto con soddisfazione che la legge finanziaria per il 2005 approvata dal Consiglio dei ministri non prevede il blocco delle assunzioni negli atenei, accogliendo in tal modo una richiesta sostanziale del sistema universitario. I rettori hanno ringraziato il ministro per limpegno dimostrato in questa circostanza. Il confronto è proseguito sugli altri problemi sul tappeto, in particolare sullapplicazione delle deroghe alle assunzioni previste previste dalla finanziaria 2004 e sugli sviluppi delliter parlamentare del disegno di legge delega sullo stato giuridico e il reclutamento dei docenti.
I rettori hanno sottolineato come il progetto di riforma abbia suscitato, per diversi aspetti, «reazioni fortemente negative» negli atenei: fino alla proclamazione in numerose sedi - compresa Padova - dello stato di agitazione, con rinvio dellinizio dellanno accademico. Di fronte alle voci ricorrenti secondo le quali il provvedimento potrebbe essere emanato in tempi stretti, bloccando quindi le possibilità di dialogo per una sua revisione, il ministro ha fornito rassicurazioni. «Ferme restando le prerogative del Parlamento, non esiste alcuna volontà di soffocare o di accelerare forzatamente il percorso del disegno» ha detto la Moratti, confermando la sua disponibilità a proseguire nel confronto di merito sui punti in discussione, compresi quelli più controversi.
Fra questi, come noto, cè la questione dei ricercatori universitari, per il cui ruolo il Ddl prospetta la soppressione. Proprio soprattutto in appoggio alla protesta dei ricercatori (che compattamente hanno deciso di astenersi dalle attività didattiche da loro svolte), il Senato accademico del Bo ha decretato il rinvio dellinizio dei corsi, di una settimana rispetto a quanto programmato da ciascuna facoltà. Così per la maggior parte le lezioni cominceranno lunedì 11 ottobre e non il 4, data ufficiale prevista per il via allanno accademico. Inizieranno invece il 4 (in quanto erano già state programmate per partire il 27 settembre, e dunque osserveranno «in anticipo» la settimana di rinvio) le attività didattiche a Economia, Agraria e Veterinaria.
E ieri il Consiglio della facoltà di Ingegneria, convocato in seduta straordinaria, ha deliberato di dare inizio alle lezioni di tutti i corsi lunedì 11. Una decisione che suona come una presa di posizione particolarmente forte a sostegno della mobilitazione complessiva - di docenti e ricercatori - in atto sul disegno di legge: in quanto anche questa facoltà, che aveva programmato le proprie attività didattiche con anticipo per farle partire il 27 settembre e avrebbe quindi potuto dal loro inizio il 4 ottobre sempre osservando la settimana di rinvio, ha invece preferito unirsi alla maggior parte delle altre facoltà nella contestazione al progetto Moratti.
«Sì, dal ministro è giunto qualche buon segnale», commenta il prorettore Giuseppe Zaccaria, «ma ancora molto interlocutorio, per cui occorre cautela. Ok lo sblocco delle possibilità di assunzione per il 2005 e lapertura sullapplicazione delle deroghe per il 2004. Positiva lassicurazione di non voler forzare i tempi. In aula alla Camera il Ddl non arriverà prima di novembre e nel merito non si entrerà prima di gennaio: nel frattempo, si spera che il crescente movimento di opposizione produca laccoglimento delle richieste più sostanziali. Ma il problema vero è che lo Stato non intende allentare i cordoni della borsa: per cui non ci sono soldi, ad esempio, per dare riconoscimento al ruolo almeno dei ricercatori attualmente in attività, il cui stato giuridico è sempre rimasto indefinito».
Da parte loro i ricercatori degli atenei veneti stanno coordinandosi su scala regionale.
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Paolo Vigato