Ecco il Cimitero monumentale

Il Cimitero monumentale di Chiesanuova nella sua architettura e nei suoi monumenti più significativi è la suggestiva tappa in programma questa sera per i Notturni d'Arte organizzati dall'Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Padova. La visita è preceduta alle 21 dallo spettacolo musicale «Turchese» con Atelier Calicanto (ingresso libero).
Il poeta Ugo Foscolo, nei «Sepolcri», polemizzava sull'editto napoleonico di Saint Cloud con cui, per esigenze igieniche e in obbedienza a un certo egualitarismo di estrazione giacobina, le tombe dovevano essere collocate fuori città e avere lapidi tutte uguali. L'editto, del 1804, fu esteso all'Italia nel 1806: da allora iniziò la costruzione dei primi complessi monumentali cimiteriali e importanti architetti furono impegnati nella loro realizzazione. L'edificazione del Cimitero monumentale padovano fu preceduta da numerosi progetti. Delle due aree prese in considerazione - la zona ovest della città fuori Porta Savonarola, attorno al cimitero preesistente, e quella fuori Porta Corvo vicino all'ex chiesa di Sant'Osvaldo - si preferi la prima. Sulla scelta stilistica intervenne nel 1860 Pietro Selvatico, suggerendo uno stile tipicamente medievale (bizantino, normanno o gotico) consono alla concezione cristiana della morte. L'ingegnere municipale Giovanni Maestri presentò un primo progetto nel 1837. Nel 1859 venne sottoposto a una commissione del Comune e al Maestri fu chiesto un nuovo progetto che meglio rispondesse alle esigenze del culto. Nonostante nel 1861 il disegno venisse approvato, nel 1865 venne bandito un pubblico concorso. La giuria impegnata a valutare i ventidue progetti presentati, composta tra gli altri da Pietro Selvatico e Camillo Boito, si riuni nel 1867 e premiò l'architetto triestino Enrico Holtzner, coetaneo del Boito e diplomato all'Accademia di Venezia. Il progetto Holtzner, concepito in «stile lombardo», ben si accordava con le principali architetture di Padova, ma solo nel 1881 ottenne approvazione concreta. Nel 1882 furono costruite le mura di cinta, la chiesa con annessa sacrestia e i due portici laterali d'accesso, due edicole interne, due abitazioni di servizio, due edicole agli angoli e la cancellata sul piazzale.