L'Arma ha intitolato a Codotto e Maronese la sua nuova caserma

Sono trascorsi 23 anni da quando l'appuntato Enea Codotto e il carabiniere Luigi Maronese sacrificarono le loro vite nel compimento del dovere, come testimonia la decorazione con medaglia d'oro al valor militare alla memoria loro conferita dal Presidente della Repubblica il 29 gennnaio 1982. Ieri mattina, nel corso di una toccante cerimonia alla presenza delle autorità civili e militari, è stata intitolata alla memoria di Codotto e Maronese la nuova caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Padova. Erano presenti la mamma di Codotto, il fratello di Maronese, il prefetto di Padova Paolo Padoin, il sindaco Giustina Destro, il generale Silvio Torre comandante della Regione Militare Nord, il comandante generale della Regione Veneto dei carabinieri Massimo Iadanza, il cappellano militare don Antonio Cameran e il colonnello Gaetano Guastafierro in qualità di comandante Provinciale dell'Arma. Prima ancora c'era stata un'altra significativa commemorazione, avvenuta in lungargine Scaricatore, dove il 5 febbraio 1981 avvenne la tragedia. Alle 22 di quella sera maledetta, Codotto e Maronese (di 26 e 24 anni) intervennero lungo il canale Scaricatore per identificare alcune persone, risultate poi appartenere ad un pericoloso gruppo eversivo «nero» capitanato da Giusva Fioravanti e Francesca Mambro. La «gazzella» arrivò quando i terrotisti stavano già recuperando armi e munizioni. I due militari vennero aggrediti da un terrorista. Mentre si accingeva ad allertare la centrale operativa il carabiniere Maronese, benché gravemente ferito, prima di morire reagi favorendo l'intervento di Codotto. L'appuntato ingaggiò coi terroristi un violento scontro a fuoco ferendone gravemente uno (Giusva Fioravanti) prima di cadere. Il loro eroico comportamento consenti la cattura del terrorista e l'arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo neofascista.