Straordinaria Madonna Litta


E' un enigma per molti storici dell'arte, radicalmente divisi sulla sua attribuzione a Leonardo, ma è, soprattutto, un quadro straordinario, che, al di là delle dispute, sarà visibile da oggi a Venezia - alle 15 l'inaugurazione della mostra - a Palazzo Ducale, nella Sala degli Scarlatti, fino al prossimo 15 gennaio.
E' la celeberrima e controversa Madonna Litta, in arrivo dall'Ermitage di San Pietroburgo, dopo la tappa al Quirinale (dal 7 novembre al 10 dicembre) e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, oggi in laguna per la riapertura della Fenice, fa in qualche modo da staffetta a questa superba Madonna con bambino, che colpisce per la purezza cristallina dei volti, per la magnificenza del panneggio della Vergine, per la rivoluzionaria torsione del bambino, che succhia il seno della madre, guardando, però, verso di noi e non verso di lei, che i sostenitori dell'attribuzione a Leonardo indicano come uno degli elementi 'forti" a favore di questa ipotesi. Altri, invece, individuano nella non eccezionalità (ma anche su questo non c'è pieno accordo) - rispetto agli standard leonardeschi - del paesaggio che si intravede nelle due bifore poste alle spalle della Madonna (in piedi o seduta?, uno degli altri misteri visivi di questo quadro) o in una certa sommarietà nel disegno dei suoi capelli, altri elementi per sostenere il contrario.
Tutto per questo piccolo quadro di 42 per 33 centimetri, assicurato per cento milioni di dollari, che - Leonardo o suo ispiratissimo allievo (in molti propendono per il Boltraffio) - resta comunque opera di un genio della pittura.
Carlo Pedretti - uno dei maggiori esperti leonardeschi, direttore del Centro Hammer di Studi su Leonardo presso l'Università della California - che ha curato, con Claudio Strinati, la parte italiana della mostra e del catalogo, è un convinto sostenitore dell'attribuzione al da Vinci del dipinto, che potrebbe essere passato, insieme al suo autore, da Venezia, a sentire quanto riferisce Marcantonio Michiel, in un manoscritto conservato alla Marciana che contiene informazioni raccolte tra il 1521 e il 1543. Il Michiel riferisce di ...un quadretto d'un piede, poco più, de una Nostra Donna, mezza figura, che dà latte al fanciullo, colorita, de man di Leonardo da Vinci, opera dalla gran forza ma molto finita, che risulterebbe presente in casa Contarini a Venezia, nel 1543. La descrizione - dando fede al Michiel, e non tutti lo fanno - parrebbe corrispondere a quella della Madonna Litta, mentre sembra certo che Leonardo abbia soggiornato in laguna nel marzo del 1500, anche se il dipinto sarebbe precedente. Il quadro da Venezia passa poi a Milano, dove Giuseppe Rho lo vende al principe Alberico Belgioioso d'Este nel 1784. Nel 1813, alla morte del principe, il dipinto è ereditato dalla famiglia Litta - da cui la denominazione - che lo vende insiene ad altre opere all'Ermitage di San Pietroburgo, dove è ancora conservato.
«Oggi - scrive Pedretti - c'è ancora chi nega la paternità vinciana della Madonna Litta, e per farlo deve affermare che il famoso disegno di Leonardo al Louvre è un ritratto di giovane donna e non uno studio per questo dipinto. E per di più è costretto a ignirare il disegno di Leonardo da me scoperto tra gli anonimi del museo Staedel di Francoforte. Benché sia solo un frammento, è senza dubbio uno studio autografo per la testa della Madonna Litta».
Pedretti paragona anche l''impostazione del quadro a quella della Dama con l'ermellino e della Madonna del garofano, rintracciandovi nuove assonanze.
Il mistero sul quadro - che continua a non essere inserito nei cataloghi leonardeschi - resta, ma il piacere per gli occhi nell'ammirarlo è un dato certamente non contestabile da nessuno.

Enrico Tantucci