«Villa dei cani» la scrittura nitida di Chiesura

Giorgio Chiesura, da poco scomparso, è stato uno scrittore anomalo e appartato. Nato a Venezia nel 1921 ha partecipato da ufficiale alla seconda guerra mondiale lasciandone testimonianza in un diario, intitolato Sicilia 1943, pubblicato, però, soltanto nel 1964. L'8 settembre rifiuta la adesione all'esercito di Salò e viene inviato in diversi campi di lavoro tedeschi dove rimane detenuto per circa due anni. Al ritorno entra in magistratura, ma contemporaneamente si occupa di letteratura sia come autore, sia con saggi critici. Il suo esordio poetico è precoce, nel 1941, con la raccolta Ore volute. Nel 1957 pubblica invece un libro di interviste, Non scrivete il mio nome, che partendo dalla drammatica insurrezione di Budapest ripercorre, attraverso le esperienze individuali, la storia ungherese del dopoguerra. L'occasione è la presenza di un campo di profughi ungheresi vicino a Venezia e l'esperienza segna anche il suo distacco dalla sinistra, cui aveva dato il suo contributo intellettuale nel dopoguerra. Tuttavia il libro testimonia una profonda onestà culturale, tanto che anche Togliatti, secondo le testimonianze, ne apprezza l'imparzialità. Personaggio appartato, ma presente nel panorama letterario italiano, apprezzato da importanti critici, arriva al romanzo nel 1969, con La zona immobile, che dopo aver vinto il Premio Inedito è subito finalista allo Strega e raccoglie vasti consensi, anche quando viene ripubblicato nel 1994, arrivando finalista al Premio Viareggio. Tradotto negli Stati Uniti il libro si aggiudica l'Italo Calvino Award.
Nel frattempo Chiesura, continuando a vivere a Venezia, abbandona la magistratura per dedicarsi totalmente alla scrittura intesa come lavoro costante, continuo ripensamento, cura massima anche dei particolari. Nel 1990 pubblica Devozione che negli anni successivi decide, nonostante l'attenzione critica raccolta, e alcuni premi, di riscrivere. Cosi mutato il romanzo diviene, pubblicato nel 2001, Villa dei cani. Molti sono i lavori inediti di Chiesura, e tra essi sicuramente un romanzo su cui ha a lungo lavorato senza decidersi alla pubblicazione. Ora le carte lasciate da Chiesura sono a disposizione dell'archivio degli scrittori veneti costituito presso l' Università di Padova, e da esso potrebbero uscire nuove sorprese.