Un Cristo decapitato sul Rusta


di Gianni Biasetto
CINTO EUGANEO. Cresce la paura tra la gente degli Euganei per il ritorno dei satanisti che sembrano aver concentrato negli ultimi tempi le loro demoniache celebrazioni notturne nei territori dei comuni di Cinto Euganeo e Arquà Petrarca. In particolare in alcuni siti appartati che si trovano tra i boschi dei monti Cinto, Rusta e Ventolone. I residenti delle abitazioni più vicine a questi luoghi parlano di gruppi di persone incappucciate che si inoltrano a tarda notte in fila indiana, quasi sempre con il chiaro di luna, per i sentieri più sperduti. Dicono di sentire dal bosco grida, improperi e lamenti. Al punto da perdere il sonno e rimanere barricati in casa dalla paura.
Il timore di imbattersi in strani incontri notturni serpeggia anche tra le coppiette che frequentano abitualmente i pianori della zona per i loro piacevoli momenti di intimità. Le testimonianze dell'attività satanica sono più evidenti alla base dei colonnati trachitici della cava del Monte Cinto e sulla sommità del Monte Rusta dove esiste il monumento piuttosto malconcio ai caduti della guerra in Russia, realizzato qualche decennio fa dallo scultore Giovanni Zabai. Stando al raccolto della gente del posto le messe nere si celebrerebbero anche in un paio di casolari da tempo abbandonati poco lontano dalla trattoria"Da Oci" e sopra via Fontanelle in comune di Arquà Petrarca. Si parla anche di uno slargo con un altarino che guarda sull'abitato di Valsanzibio.
I particolari che confermerebbero l'esistenza di attività sataniche a sud dei Colli si notano maggiormente sul Monte Cinto e sul Monte Rusta. Sulla cima di quest'ultimo colle, raggiungibile dal sentiero Atestino che si stacca a sinistra dopo la storica chiesetta restaurata dall'Ente Parco, oltre ai resti dell'immancabile falò che gli adepti del Maligno amano porre al centro della celebrazione, c'è una strana croce di trachite stesa tra il fogliame ed un pentagono realizzato sempre utilizzando le pietre raccolte sul posto. Il sito già di per se in pieno giorno si presenta macabro. La statua in ceramica dello Zabai, che dovrebbe raffigurare un Cristo benedicente, è decapitata e danneggiata in più parti. Tanto da renderla irriconoscibile. Cosi com'è ridotta sembra lo sfondo ideale per la celebrazione di un rito occulto.
Croci rovesce, resti di un falò e tracce di cera disposte a formare un pentagono sono state trovate sul pianoro sotto il Monte Ventolone. Un posto, questo, di giorno molto ambito dai motocrossisti ma di notte tranquillo e poco frequentato. Nel casolare, che si dice sia di proprietà di un professionista di Arquà Petrarca, non ci sono segni che riconducono alla celebrazione di riti demoniaci. Anche perché il rudere è pericolante. In questo sito pare l'attività dei satanismi si concentri soprattutto nelle notti più calde e di luna piena del periodo estivo. Come ad Arquà Petrarca anche a Cinto Euganeo nessuno si meraviglia quando sente parlare della celebrazione di messe nere sui colli della zona. La recente scoperta fatta dal Gruppo Alpini nel ripulire la cava del Monte Cinto non ha fatto altro che confermare quanto già alcuni sapevano e avevano denunciato magari senza essere creduti.
Le processioni di persone coperte da lunghi mantelli neri verso la cava, denunciate da un residente del posto, fanno ricordare quelle segnalate in un passato abbastanza recente a Castelnuovo da alcune persone che hanno immediatamente informato il parroco don Luigi Goldin. A Castelnuovo la meta dei satanisti sono le rovine del castello della Speronella sul Rocca Pendice.
Gianni Biasetto.
Le testimonianze dell'attività satanica sono più evidenti alla base dei colonnati trachitici della cava del Monte Cinto e sulla sommità del Monte Rusta, dove esiste il monumento piuttosto malconcio ai Caduti della guerra in Russia, realizzato qualche decennio fa dallo scultore Giovanni Zabai. Stando al racconto della gente del posto, le messe nere si celebrerebbero anche in un paio di casolari da tempo abbandonati poco lontano dalla trattoria «Da Oci» e sopra via Fontanelle, ad Arquà Petrarca. Si parla anche di uno slargo con un altarino affacciato sull'abitato di Valsanzibio.
I particolari che confermerebbero l'esistenza di attività sataniche a sud dei Colli si notano maggiormente sul Monte Cinto e sul Monte Rusta. Sulla cima di quest'ultimo colle, raggiungibile dal sentiero Atestino che si stacca a sinistra dopo la storica chiesetta restaurata dall'Ente Parco, oltre ai resti dell'immancabile falò che gli adepti del Maligno amano porre al centro della celebrazione, ci sono una strana croce di trachite stesa tra il fogliame e un pentagono realizzato sempre utilizzando le pietre raccolte sul posto. Il luogo già in pieno giorno si presenta macabro. La statua in ceramica dello Zabai, che dovrebbe raffigurare un Cristo benedicente, è decapitata e danneggiata in più parti. Tanto da renderla irriconoscibile. Cosi com'è ridotta sembra lo sfondo ideale per la celebrazione di un rito occulto.
Croci rovesce, resti di un falò e tracce di cera disposte a formare un pentagono sono state trovate sul pianoro sotto il Monte Ventolone. Un posto di giorno molto ambito dai motocrossisti, ma di notte poco frequentato. Nel casolare, che si dice appartenga a un professionista di Arquà Petrarca, non ci sono segni che riconducano alla celebrazione di riti demoniaci. Anche perché il rudere è pericolante. Qui sembra che l'attività dei satanismi si concentri soprattutto nelle notti più calde e di luna piena del periodo estivo. Come ad Arquà Petrarca, anche a Cinto Euganeo nessuno si meraviglia quando sente parlare della celebrazione di messe nere sui colli della zona. La recente scoperta fatta dal Gruppo Alpini nel ripulire la cava del Monte Cinto non ha fatto altro che confermare quanto già alcuni sapevano e avevano denunciato, magari senza essere creduti.
Le processioni di persone coperte da lunghi mantelli neri verso la cava, denunciate da un residente del posto, fanno ricordare quelle segnalate in un passato abbastanza recente a Castelnuovo da alcune persone, che hanno immediatamente informato il parroco don Luigi Goldin. A Castelnuovo i satanisti hanno come meta le rovine del castello della Speronella sul Rocca Pendice.