Rilancio dell'antico borgo È scontro aperto sul bando

DONNAS. Maggioranza e minoranza sono tornate a discutere sui progetti di valorizzazione e rilancio del Borgo medievale. Al centro dello scontro il bando voluto dalla giunta comunale per la concessione a privati degli immobili ex Maison communale e Maison Henrielli. In sostanza il Comune ha voluto cogliere le opportunità offerte dal protocollo d'intesa siglato tra Mibact, Anas e Agenzia del Demanio per la valorizzazione degli immobili pubblici situati lungo itinerari storico-religiosi e ciclopedonali, per favorire la scoperta delle destinazioni minori attraverso circuiti lenti di mobilità dolce. Sul piatto due degli edifici simbolo della borgata, ora in disuso, da offrire a privati. IL NO DELLA MINORANZAContraria la minoranza: «Dopo essere stata scippata dell'Istituto musicale Donnas ora abbandona anche l'idea dell'albergo diffuso - ha spiega il consigliere Fabio Marra -. Dieci anni fa, in qualità di assessore e capogruppo mi ero impegnato a tracciare una rotta per il rilancio del Borgo e l'idea era quella di aprire un albergo diffuso, con il Comune capofila, mettendo in rete le case dei privati stimolandone il recupero, creando quindi indotto e rivitalizzando il nostro Borgo. Il bando scelto dal Comune è qualcosa di molto diverso. Nell'albergo diffuso, il Comune si fa capofila e c'è la possibilità di coinvolgere i privati che abitano il posto. Qui invece c'è sì coinvolgimento di privati ma che potrebbero inserire di tutto senza una condivisione con il territorio e con chi lo abita». E ha incalzato: «Per recuperare il Borgo serve un'idea che faccia da traino. Era stato proposto di utilizzare l'ex municipio per offrire tutti i servizi alberghieri comuni, ma anche come ufficio informazioni della località, ospitando le attività artigianali che caratterizzano il paese mentre le case dei privati presenti nel Borgo, oggi disabitate, sarebbero diventate le camere di questo albergo diffuso. Un modello collaudato che in Italia ha creato una vera e propria economia. Oggi questo progetto non è stato portato avanti, ma viene abbandonato». INVECE, IL SINDACOIl sindaco Amedeo Follioley ha replicato: «Dai rilievi posti, pare evidente come siano stati travisati gli obiettivi stessi del progetto. L'Agenzia del Demanio - Direzione regionale Piemonte e Valle d'Aosta, nel 2017 ha invitato l'amministrazione, nell'ambito del progetto Cammini e percorsi, a manifestare il proprio interesse alla candidatura di immobili; gli obiettivi del progetto sono orientati al potenziamento dell'offerta turistico-culturale attraverso il recupero e il riuso di edifici da affidare ad investitori privati, ma anche a imprese, cooperative, associazioni giovanili, attraverso procedura ad evidenza pubblica». SERVE IL PRIVATO«L'interrogazione dell'opposizione - ha argomentato Follioley - parte dal presupposto che il Comune crei di propria iniziativa un bando coinvolgendo parte politica e portatori di interesse mentre l'idea progettuale è stata formulata e approvata con legge dello Stato, con il fine di coniugare la necessità di valorizzare gli immobili pubblici non utilizzati e la promozione del territorio. Abbiamo valutato gli obiettivi del progetto interessanti e degni di sostegno; la particolare situazione economica non consente all'amministrazione di investire sul proprio patrimonio; gli obiettivi sono volti a riqualificare l'antico Borgo. Il Comune non può sostituirsi al privato nella definizione delle proprie esigenze aziendali purché, ovviamente, vengano rispettati gli obiettivi del progetto "Cammini e percorsi».E ha concluso: «Il bando è stato formulato secondo i dettami dell'Agenzia del Demanio senza possibilità di personalizzazioni locali, ma saranno sicuramente gli operatori economici interessati a orientarsi nella scelta più adatta al contesto del Borgo di Donnas e degli immobili». --Amelio Ambrosi