Cani abbandonati, lieve flessione

CALUSO Nei mesi estivi cresce il fenomeno dell'abbandono di animali domestici ma, fortunatamente, quest'anno in Canavese si registra una confortante controtendenza con una lieve, seppur significativa, flessione rispetto al 2013. Se bisognerà attendere settembre per avere i dati completi e tirar le somme, per ora la situazione non sembra particolarmente critica. A tracciare il bilancio sono coloro che gestendo i canili hanno il polso della situazione forse più di chiunque altro. «E vero, i casi di abbandono riconducibili alle partenze per le ferie sono leggermente diminuiti rispetto allo scorso anno – conferma Luciano Sardino, da tempo alla guida del canile di Caluso – mentre sono invece in aumento le richieste di accoglienza da parte di persone che non possono più tenere i loro cani». Un segno che sperare in una nuova sensibilità nei confronti degli amici a quattro zampe. «Negli ultimi quindici giorni – spiegano i volontari dell'associazione Apa Chi, che operano al Canile Cuccia di Chivasso – abbiamo registrato cinque casi ma la situazione è sotto controllo». Se non si può dunque parlare di emergenza estiva, secondo associazioni e volontari che si occupano di raccogliere, curare e rifocillare le sfortunate bestiole «c'è poco da stare allegri perché gli animali stabilmente ricoverati nelle strutture sono moltissimi». La crudeltà nei confronti degli animali non conosce fine e il triste copione di cani lasciati senza alcun rimpianto sul ciglio della strada, nelle piazzole di sosta di autostrade o in campi e boschi dove poi vagano disorientati e intimoriti cercando la via di casa, continua, nonostante tutto, a ripetersi. «È il caso – spiega Fulvio Mussatto, che gestisce il canile di Castellamonte – di una cagnetta che abbiamo recuperato, nei giorni scorsi, nascosta tra i rovi. Aveva da poco partorito ed era in condizioni pietose. Purtroppo – ha aggiunto – solo uno dei suoi tre cuccioli è sopravvissuto». Fortunatamente ora ha già trovato una casa, dove sarà accolta e accudita. Non tutte le storie di abbandono hanno però un lieto fine, come testimoniano i dati che giungono dal Canile di Caluso. «L'anno scorso – spiega Sardino – abbiamo raccolto oltre 500 cani, di cui solo la metà era stata smarrita dai proprietari, che siamo riusciti a rintracciare. Tutti gli altri, invece, sono stati abbandonati. Ancora troppi cani – aggiunge – non hanno tatuaggi e microchip e quindi non è possibile risalire ai proprietari. Purtroppo manca una politica di controllo e d'informazione». I 792.595 cani censiti ad agosto dall'anagrafe canina regionale sarebbero dunque solo una parte della popolazione a quattro zampe piemontese. Difficile dunque stabilire con precisione i numeri del randagismo, un fenomeno che ha serie implicazioni non solo da un punto di vista igienico- sanitario ma anche sociale. Paola Principe