Una vita spesa a difendere i cani

CALUSO Vi sono persone che amano gli animali. Altre che vanno oltre e vi dedicano la vita, o gran parte di essa, ad aiutarli, difenderli. Luciano Sardino è tra queste. In Canavese è una vera e propria istituzione: le sue battaglie contro il randagismo, le campagne di sensibilizzazione in favore dei cani abbandonati, i suoi infuocati attacchi all'indifferenza dei Comuni in tema di salvaguardia degli animali. Il canile di Caluso, per il quale ha speso anni ed anni di lavoro, è la struttura più conosciuta ed apprezzata del territorio. Ma quando ha iniziato e come? «Era il 1993 e ho iniziato per caso ad una festa dell'Unità. Mi avevano chiesto di iniziare a collaborare con il canile, fino a che nel '95 sono diventato presidente di questa struttura. Ora sono un po' stanco, in realtà, ma non abbandono». Che interesse trova nella popolazione verso la causa che porta avanti? «In questi anni è cresciuta la sensibilità verso gli animali che soffrono a causa, spesso, dell'incuria, dell'indifferenza e, spiace dirlo, della malvagità umana. Qualche volontario in più non sarebbe male. Non troppi perché altrimenti diventa tutto più difficile da gestire. Scherzi a parte: aspettiamo volontari e, al buon cuore, donazioni». Come vi finanziate? «Abbiamo delle convenzioni coi Comuni per prendere i randagi, poi ci finanziamo con le offerte e con piccole iniziative. Un esempio? Il calendario, per il quale proprio in questo periodo stiamo cercando sponsor e poi ci sono gli aiuti spontanei. Apprezziamo chi ha voglia di fare: un camionista di Mazzè ha chiesto come rendersi utile. Gli ho indicato il prato e lui ha tagliato l'erba. Ecco, questo è quello che mi aspetto da chi vuole darci una mano. La disponibilità». C'è qualche storia che ricorda bene? «Alcune storie a lieto fine, ma anche tante vicende drammatiche. Come dimenticare il cane massacrato a Mazzè, bastonato e sgozzato perché aveva fatto un buco in un giardino. E due cani morti di stenti in Valchiusella. Li ho raccolti ancora attaccati alla catena» (ro.be.)