Animali maltrattati in valle Sardino: «Statistiche chiare»

VICO «I sindaci possono dire ciò che vogliono, ma la verità è che in valle persiste una certa cultura contadina e questa, senza farne una colpa agli allevatori, produce ciò che abbiamo sempre denunciato, negli anni. Siamo intervenuti in passato e interveniamo ancor oggi e certe situazioni sono difficilmente accettabili». Luciano Sardino, responsabile del canile di Caluso, è uno di quelli che con l'associazione Sirio di Ivrea, il canile di Lauriano, il gattile di Ivrea e l'associazione "Oltre la speranza" aveva aderito alla marcia silenziosa di Trausella per promuovere la cultura del rispetto dopo l'episodio dei cani trovati morti di stenti, legati alla catena, in un cascinale del minuscolo paese della Valchiusella. I controlli delle guardie zoofile della Lac e della Lav delle scorse settimane, i verbali stesi dai volontari per le irregolarità riscontrate, e la successiva presa di posizione dei sindaci di Vico e Brosso che hanno parlato senza mezze misure di "accanimenti" nei confronti di un territorio dove i casi di animali maltrattati sarebbero, a detta loro, davvero sporadici, ha innescato un dibattito acceso e il tam tam sui social network fa capire che il problema è sentito ma che al tempo stesso le posizioni sono spesso contrapposte. «I cani vanno identificati, se sono tenuti alla catena questa dev'essere adeguata, e sarebbe buona norma evitare le continue cucciolate - osserva Sardino - . La natura, purtroppo, non ci aiuta. Non stiamo parlado di elefantesse che possono partorire un cucciolo ogni due anni. In due anni una cagna di pastore tedesco è in grado di mettere al mondo anche 40 cuccioli. È vero che i sindaci sono responsabili degli animali vaganti e, proprio per questo, i Comuni farebbero bene a convenzionarsi tutti col canile, mentre in valle una buona parte non lo è, ma l'informazione va fatta a prescindere. Noi avevamo preso un'iniziativa del genere, anni addietro, realizzando persino dei manifesti ad hoc, ma non abbiamo trovato grande collaborazione visto che erano state sollevate questioni persino per le affissioni». «Giusto non generalizzare, e la Lac non mi pare l'abbia fatto, ma i dati che possediamo parlano chiaro: la Valchiusella, come altre valli, non può certo definirsi un'isola felice per gli animali - assicura Luciano Sardino - . Noi abbiamo accertato anche casi di cani fucilati dai rispettivi proprietari. E non si trattava certo di gesti di pietà. Sì, la cultura del rispetto va promossa. A cominciare dai sindaci». (m.mi.)