Acqua ghiacciata al canile, volontari armati di taniche

IVREA Emergenza anche per gli amici a quattro zampe. Al canile rifugio di Caluso, convenzionato con i Comuni della zona, ci sono circa trecento cani. Nell'area antistante i recinti c'è una lastra di ghiaccio, ben segnalata dai volontari che, quotidianamente, si danno il cambio. I problemi non mancano. «La situazione è sotto controllo - dice Luciano Sardino, presidente della Lega per la Difesa del Cane - ma è dura. Noi siamo attrezzati normalmente per una temperatura che va qualche grado sotto lo zero. Qualche grado, non dieci o quindici». E quindi? E quindi le tubature sono ghiacciate e i volontari devono darsi da fare con le taniche. E la fatica è doppia, il lavoro triplicato. Sardino, però, tiene a precisare che non è che, finita l'ondata di ghiaccio, i problemi finiranno: «Sono anni che dico sempre le stesse cose. Sono anni che siamo allo stremo e avremmo bisogno di più risorse, più sensibilizzazione, più attenzione. Ma sono davvero stanco e davvero non so per quanto tempo potremo ancora andare avanti». Intanto c'è l'emergenza freddo. Al rifugio, i cani più anziani e che hanno problemi di salute sono tenuti nell'infermeria, il posto ovviamente più caldo e riparato. Per il resto, i volontari sono attrezzatissimi con le coperte. «Abbiamo cercato di riparare il più possibile le gabbie - spiegano - ma certo che con questo freddo gli animali soffrono». I volontari non demordono e, come sempre, si occupano di tutto, anche di portare i cani a spasso. (ri.co.)