16 novembre 2011 —
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Nazionale
CALUSO. Muro contro muro tra lavoratori e direzione aziendale alla Cmb di Caluso. Come è noto, dallo scorso 2 novembre undici dei venti dipendenti dell’azienda specializzata in verniciatura e carpenteria metallica hanno deciso di incrociare le braccia, dalle 17 alle 18, per protestare contro la modifica dell’orario lavorativo. La protesta dei lavoratori è sostenuta dal sindacalista Fabio Militto (foto) della Fim Cisl di Ivrea e Canavese che, in merito ha diffuso un documento in cui fa sapere: «I contrasti attuali tra la direzione della Cmb ed i lavoratori, in merito al mutamento dell’orario di lavoro, sono solo la punta dell’iceberg. I problemi reali dei dipendenti e del futuro dell’azienda sono molto più complessi e preoccupanti». E aggiunge Militto: «I lavoratori, contrariamente a quanto sostenuto dalla direzione aziendale, hanno protestato appena appresa la notizia ed hanno chiesto spiegazioni. Quindi hanno interpellato il sindacato perché sostenesse le loro ragioni. Noi della Fim Cisl abbiamo richiesto un incontro con la Cmb esprimendo forti preoccupazioni per la modifica di una prassi aziendale consolidata da decenni. Per evitare lo scontro frontale avevamo proposto soluzioni di mediazione rimaste, tuttavia, inascoltate dalla direzione». Conclude il sindacalista: «Lo scorso 16 settembre, in seguito ad una richiesta di assemblea retribuita per tutti i lavoratori, la Cmb ci ha invitato a tenerla fuori dai cancelli mostrando evidenti segni di scarsa conoscenza delle regole contrattuali e di buon comportamento. Ultima nota, anche la Pininfarina non ha mai mancato uno stipendio, ma nonostante questa certezza 127 lavoratori attualmente sono alla porta con loro le famiglie» . (mt.b.) CALUSO Discorsi intrisi di poesia, ospiti importanti, il “Consiglio grande della Credenza Vinicola” calusiese in gran spolvero, e soprattutto tanta partecipazione hanno reso davvero speciale la settima edizione della “Festa del Vignolant”, che, lo scorso sabato al teatro dell’oratorio, è tornata a premiare la fatica dell’uomo spesa nella cura della vigna. I “faticati vigneti”, come scriveva Adriano Olivetti nel suo libro saggio Società, stato e comunità a cui la Credenza, grazie alla felice intuizione del Console onorario Diego Lambert, sa dare dignità e valore con l’obiettivo, non solo di valorizzarne, ma di promuoverne la figura. «Una figura, quella del viticoltore - ha sottolineato il Console della Credenza Gian Francesco Orsolani -, che è stata quasi privata del diritto di cittadinanza in questi nostri tempi in continua accelerazione: nel 1700 in Canavese il territorio coltivato a vigneto si estendeva su 12mila ettari, oggi sono circa 300. La viticoltura è stata abbandonata per far posto all’industria. Ma ora è arrivato il momento di invertire la rotta ed insistere nella produzione dei nostri vini premiati di recente con l’assegnazione della docg all’Erbaluce ed al Passito». Così anche la “Festa del vignolant” diventa più importante, sottolineata dalla presenza, oltre che delle autorità cittadine, dei consiglieri regionali Gianna Pentenero e Roberto Tentoni, dell’assessore provinciale all’Agricoltura Marco Balagna, del presidente della locale Enoteca dei vini della provincia di Torino Mauro Chianale, e delle confraternite ospiti. C’erano la “Confraternita del gorgonzola” di Cameri, la “Nobile accademia del prezzemolo”, il “Licensis fabula” di Borgo San Dalmazzo e quella del “Sambajion e noiset” di Chivasso. Ben tre le novità di questa edizione: la prima riguarda la data che è stata posticipata in modo da coincidere con la ricorrenza di San Martino, tradizionalmente legata alla fine della stagione agricola, ed al riposo dei campi. Le altre entrano nel merito del premio: il titolo di “Maestro vignolant” ora è stato assegnato soltanto a due viticoltori, uno per il Comune di Caluso, ed il secondo per quello di Mazzè, entrato a far parte del concorso. Inoltre per la prima volta, è stato assegnato un attestato d’onore alla carriera per la propria vita dedicata ai vigneti. I nomi sono stati individuati da una commissione giudicatrice, presieduta da Vittorino Novello (docente di enologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino) e composta da Mario Ennilo (Credenza), Giuseppe Ferrero (Comune di Caluso), Giuseppe Mila (Comune di Mazzè) e Filiberto Gnavi (decano dei produttori). A ricecere il premio dalle mani della Ninfa Albaluce in carica Michela Monti sono stati per la miglior cura del vigneto il calusiese Gian Mario Bianco ed il mazzediese Eraldo Grua. Per la carriera il riconoscimento è andato a Ferruccio Piretto di Mazzè e Filiberto Gnavi di Caluso. Dopo la cerimonia di consegna dei premi la manifestazione si è trasferita presso l’hotel Erbaluce per la cena di gala durate la quale la Credenza ha vissuto la sua tornata autunnale. «Siamo volontari che amano il loro territorio – ha chiosato Orsolani - e che desiderano mantenerne vive le tradizioni. Per il futuro pensiamo di estendere la partecipazione al premio anche ad altri Comuni canavesani, in cui si produce l’Erbaluce di Caluso. Inoltre vogliamo essere uno stimolo per promuovere l’immagine del nostro terroir, che deve offrirsi al visitatore con sentieri curati da percorrere senza difficoltà per respirare a fondo il fascino delle nostre colline “disegnate” dai vigneti proprio grazie alla fatica dei nostri viticoltori». Lydia Massia