Dal castello d'Ivrea a quello di... Dracula

La sua scheda parla chiaro: con ben 153 presenze, di cui 135 nei campionati di C1, C2 e D e diciotto in Coppa Italia, si trova tra i primi trenta giocatori nella storia dell'Ivrea di tutti i tempi e al primo posto tra i portieri, addirittura davanti al grande Giuliano Biggi (fermo a quota 129, ma senza le Coppe).
Stiamo parlando di Alessandro Caparco, ventisette anni compiuti, che ad Ivrea ha vinto due campionati (D e C2) ed è stato titolare per quattro delle sei stagioni disputate sotto le Rosse torri dal 2002 al 2008 e oggi in forza al Tirgu Mures, squadra romena militante in Serie A.
Un anno prima del mesto forfait a 360 gradi dall'attività agonistica dell'Ivrea di patròn Giuliano Zucco, Caparco aveva lasciato la Dora con destinazione Grosseto, in Serie B, in una squadra che ha disputato subito e sfiorato poi, nel campionato successivo, i play-off per salire in A.
Partito come secondo portiere nel team diretto da Gustinetti, salvo lo sfortunato ‘interregno' dell'attuale mister del Canavese Ezio Rossi, si è ritagliato sette apparizioni, delle quali sei per tutta la partita, esordendo al Braglia di Modena in Sassuolo-Grosseto il 13 settembre 2008 (dopo l'espulsione del titolare Acerbis).
La seconda stagione in Toscana, ancora sotto la guida di Gustinetti, poi di Maurizio Sarri, riserva a Caparco 12 gettoni di presenza, di cui undici dal 1' al 90'. Alla vigilia del terzo anno di contratto con i rossi della Maremma, improvvisamente il nome di Caparco sparisce dagli almanacchi calcistici nazionali, a differenza di quelli dei suoi colleghi in arancione Bertani (che di questi tempi spopola in quel di Novara), Nicco (passato da Mantova a Pescara) e molti altri (Murante e Rosso in primis) impegnati nei campionati dell'ex Serie C.
Qualche sito specializzato di Internet lo dà ancora al Grosseto, ma quello ufficiale della squadra toscana, con uno scarno comunicato, annuncia che dal 10 settembre 2010 Caparco è ceduto in forma definitiva alla suddetta società romena.
Rintracciata sull'atlante la località compresa tra i Carpazi orientali e quelli meridionali (popolosa città industriale con etnia per metà romena, per metà magiara non distante dalla Sighisoara che diede i natali al leggendario conte Dracula), parafrasando un vecchio successo di Gigliola Cinquetti ed un altrettanto datato ‘Disco per l'estate', viene naturale chiedersi: 'Caparco, in Transilvania cosa fai?".
Ce lo ha spiegato proprio lui, raggiunto telefonicamente nella natia Moncalieri dove ha trascorso un breve periodo di vacanza in famiglia. E' stato Joan Ovidio Sabau, quarantaduenne ex centrocampista del Brescia di Mircea Lucescu, compagno di squadra di Georghe Hagi e Florin Raducioiu nei primi anni 90 ed attuale allenatore del Tirgu, che, visionata la cassetta di Brescia-Grosseto 1-0 dello scorso campionato, è rimasto colpito dalla prestazione di Caparco. Essendo alla ricerca di un portiere, lo ha fatto richiedere al Grosseto.
Alessandro, con ancora un anno di contratto, ma in disaccordo sull'entità di un eventuale rinnovo, sempre single e libero da legami familiari, accetta l'avventura nella terra del conte Dracula e firma un biennale per il Tirgu Mures.
«E' una bellissima città, dove sono stato accolto benissimo - esordisce Alessandro Caparco -, ho una bella casa e non ho problemi per la lingua. Il romeno è abbastanza simile all'italiano, poi quasi tutti sanno un po' d'inglese, il mister parla italiano con l'accento di Brescia ed in ogni caso in squadra abbiamo l'interprete».
Nella compagine, neopromossa in A, Caparco ha giocato le ultime cinque partite prima della sosta invernale. «Sono arrivato a campionato già iniziato e la solita burocrazia legata all'arrivo del transfer più un infortunio ad una spalla hanno ritardato il mio esordio», spiega.
Il Tirgu Mures si trova nel gruppone di centroclassifica con nomi noti come Universitatea Craiova, Gloria Bistrita, Brasov e Cluj. «Nello spazio di tre punti ci sono nove delle 18 squadre, metà campionato», spiega Caparco ed aggiunge: «E' proibito sbagliare: puntiamo alla salvezza».
Con lui, emigrato di lusso, nella schiera degli ‘stranieri' della formazione romena ci sono l'altro italiano Marco Donadoni (ex Cremonese), due spagnoli, Casquero ed Edu Espada, due serbi, Topic e Veljovic, il senegalese Issa Ba, l'uruguayano Sosa ed il portoghese Bruno Fernandes.
Alessandro logicamente intende onorare i due anni di contratto, anche se segue costantemente con particolare attenzione i movimenti di mercato in Italia, dove sarebbe sua intenzione ritornare a tempo debito senza cadere però nella giungla dell'ex Serie C, «dove magari firmi un triennale e dopo sei mesi ti ritrovi a spasso con la tua società messa in liquidazione».
Dunque al momento Alessandro Caparco è concentrato tutto sul Tirgu Mures che, tra l'altro, ha come colore sociale, guarda caso, l'arancione.
Ed a questo punto si dà la stura ai ricordi perché Ivrea e ‘quell'Ivrea' sono rimaste nel cuore di ‘Ale'.
Lui non ha dimenticato nessuno: da Aquino a Zublena, da Barbero ai dottori Scala e Paino. «In particolare voglio ricordare Jerry Bello e Alessandro Castagna, legati ai miei inizi ad Ivrea, il mio caro amico Franco Gigliotti, massaggiatore, e naturalmente la famiglia Zucco».
Dei vecchi compagni di avventura il portiere... romeno è rimasto in contatto con Andrea Rosso e Stefano Murante, entrambi alla Pro Vercelli, e, dulcis in fundo, Marco Bergantin, ora in forza alla nuova Ivrea ‘carrozzata' Montalto.
«Mi spiace per le vicissitudini delle ultime stagioni - si rammarica l'ex portiere dell'Ivrea - e mi auguro che, con la spinta di Marco, di De Paola e degli altri miei ex compagni Maurizio Tardivo, Riccardo Rabbi, oltre allo stuolo di ragazzi, molti dei quali erano nelle giovanili quando io ero ad Ivrea, la nuova società riesca a risalire la china nel più breve tempo possibile».

Sergio Calvi