I Comuni non pagano e il canile è in crisi

CALUSO. Riprendono gli ‘SOS' dal canile di Caluso. «Il bilancio della struttura - dice il presidente Luciano Sardino - è sempre più in rosso a causa di quei Comuni convenzionati col canile per il recupero dei randagi, che non pagano le quote».
E cosi si sono accumulati debiti per decine di migliaia di euro da saldare in questi giorni: «Il fatto è che molti amministratori ci dimenticano - prosegue Sardino -, o fanno finta di non sapere che il canile di Caluso è il più grande della provincia di Torino in grado di ospitare circa trecento cani e con novanta Comuni convenzionati. Se tutti versassero la loro quota non avremmo problemi. A Torino il canile municipale incassa dal Comune sei volte tanto quello che Caluso riceve dalle amministrazioni».
Il canile tra assistenza, cure veterinarie, pagamenti dei dipendenti costa in media 150mila euro l'anno. «Senza contare - aggiunge Sardino - che oltre alle spese c'è il lavoro di recupero dei cani randagi. Nei giorni scorsi ne abbiamo recuperati 14 in un solo giorno».
Ma ogni aiuto è utile per il canile. Con temperature quasi polari c'è bisogno di coperte. Poi ci sono sempre tanti cani da adottare: si possono vedere sul sito Internet (www.caniledicaluso.it) oppure sulla pagina sempre aggiornata di Facebook su cui compaiono anche gli appelli. I più fortunati trovano subito un padrone, gli altri devono aspettare, assistiti dai volontari del canile.
«Ogni anno raccogliamo circa seicento cani di ogni razza ed età - dice ancora Sardino -: ci sono quelli che scappano, e dei quali ritroviamo sempre il padrone, e quelli che invece vengono abbandonati, nelle campagne soprattutto, ma anche su strade e autostrade. Quelli che possono diventare un pericolo. Noi li andiamo a recuperare, li sistemiamo nel canile, li curiamo se sono malati, o denutriti (capita spesso), e poi cerchiamo loro un nuovo proprietario. Ci occupiamo poi di controllare casi di maltrattamenti o a rischio». (l.m.)