Imposte, 7 milioni evasi

IVREA. Quasi sette milioni e mezzo di euro di evasione fiscale. Somme che, dai primi accertamenti, avrebbero dovuto essere versate all'erario. E' la cifra accertata dall'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate di Ivrea nel corso del 2009. L'area di competenza riguarda sessantun comuni. Ci sono Ivrea e il circondario e la Valchiusella.
I controlli, in linea con gli obiettivi fissati a livello regionale, sono stati complessivamente 767. In questo numero sono compresi gli accertamenti legati agli indici che emergono dal 'redditometro", dei quali tanto si parla in questi giorni. E poi i controlli tradizionali legati agli studi di settore e ad atti e dichiarazioni soggetti a registrazione. In pratica, si promuovono riscontri sulla congruità di atti notarili legati ad immobili e società.
Ma non è tutto. Nel corso del 2009, l'Agenzia delle Entrate ha incassato imposte evase per poco più di undici milioni e mezzo di euro. Il dato non è in contrasto con quello legato alla somma che emerge dai controlli. Il motivo? Non tutti i contribuenti, al termine della verifica, aderiscono al verbale e accettano, quindi, di usufruire dello sconto previsto in questi casi. C'è chi - e la legge lo prevede - entra in contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate e presenta la propria documentazione per dimostrare la provenienza del denaro, la correttezza delle transazioni, la congruità economica degli atti. Il contraddittorio ha una lunghezza variabile e interessa anche la commissione tributaria regionale. Gli undici milioni, 597mila 997 euro comprendono, quindi, le somme incassate da chi, nel corso del 2009, ha aderito al verbale dell'Agenzia delle Entrate e le vertenze che nell'arco di quei dodici mesi si sono concluse.
E' un dato interessante. Segno sicuramente di una certa vitalità economica (il numero di controlli è piccolo se rapportato con le attività e le partite Iva) ma che dà la conferma del fatto che la congruità fiscale è un problema che non riguarda soltanto certe aree geografiche.
Da notare: nei dati che illustrano l'attività del 2009 non è compreso il milione e centomila euro abbondante versato dal fondatore di Damanhur Oberto Airaudi dopo un contradittorio con l'Agenzia delle Entrate durato circa un anno e seguito ad una verifica dei militari della Guardia di Finanza su quattro anni di attività della partita Iva di Falco sulle attività legate a pranoterapia, corsi ed esoterismo. La vertenza di Airaudi, arrivata fino alla commissione tributaria regionale, si è conclusa nel 2010.
Tra l'altro, probabilmente questo è l'ultimo anno in cui ogni ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate avrà un consuntivo legato alle attività di controllo e delle ispezioni. Anche nell'Agenzia delle Entrate, infatti, è in corso un complesso processo di riorganizzazione di compiti ed attività dei vari uffici che faranno poi riferimento alle nasciture direzioni provinciali. Torino, come altre città italiane di grandi dimensioni, ne avrà due e concentrerà in misura maggiore le attività ispettive di polizia tributaria e di controllo.

Rita Cola /