Sardino ha un sogno «Dirigere un canile più grande e moderno»

CALUSO. Il canile rifugio di Caluso potrebbe cambiare presto la sua guida. Dopo quindici anni di presidenza, e una lunga scia di battaglie con le amministrazioni di tutto il Canavese, per ampliare il canile, Luciano Sardino potrebbe passare il testimone.
Niente di ufficiale però: «Sto valutando alcune opzioni – precisa Sardino — sempre nel campo della protezione degli animali. Ma non ho ancora preso una decisione. Tuttavia diventa ogni giorno più difficile occuparsi della gestione del canile. Ho la sensazione che non serva impegnarsi, fare continuamente appelli ed articoli sui giornali. La situazione non cambia. Noi qui facciamo fatica ad andare avanti, ed io non posso più permettermi di vivere senza un reddito. Non ho la pensione, e la mia liquidazione dall'Olivetti nel 2001, l'ho investita nel progetto del canile. Ora ho la necessità di poter contare su un reddito fisso». Secondo le regole dello statuto del canile la carica di presidente non può essere retribuita.
Ma il sogno di Sardino, anche se lui non lo dice apertamente, è uno solo: il potenziamento della struttura di Caluso, che è sempre al limite del collasso per l'alto numero dei cani randagi raccolti in giro per il Canavese. Vorrebbe costruire una seconda struttura con cinquanta box spaziosi, in grado di ospitare cento cani, dotata di una casa per il custode in cui potrebbe risiedere con la famiglia. Potrebbe assumere l'incarico di direttore del canile. Ed avere uno stipendio regolare. Ma il condizionale resta d'obbligo. «Se le cose non dovessero andare bene — dice ancora Sardino — sto valutando l'ipotesi di un lavoro presso una clinica veterinaria in via di costruzione. Mi occuperei poi dei cani in forma del tutto privata con un mio canile per il quale ho già acquistato il terreno». Si trova nelle vicinanze del canile, alla periferia di Caluso, in direzione di Foglizzo.
«Mi piacerebbe poi - aggiunge Sardino - poter contare su una sede fissa per la ‘Lega nazionale per la difesa del cane'. Dopo varie peregrinazioni ora siamo ospiti della Pro Loco di Banchette, che approfitto per ringraziare, ma uno spazio tutto nostro ci permetterebbe di operare con maggiore incisività».
Intanto Sardino tornando alla realtà annuncia un cambiamento per quanto riguarda le quote versate dai Comuni. «Stiamo valutando la possibilità - spiega Sardino — di proporre ai Comuni un diverso sistema di calcolo basato su una diaria giornaliera dei cani che vengono recuperati. L'attuale convenzione prevede invece il versamento di una quota pari ad un euro e cinquanta centesimi per abitante. Ormai la convezione è collaudata. funziona. La maggior parte dei Comuni fa la sua parte.Tra le eccezioni, il Comune di Vische, che dal 2004 non ha più rinnovato la convenzione, dimenticandosi di versare le quote degli anni passati. Restii a convenzionarsi anche alcuni comuni della Valchiusella come Brosso, Vico e Vistrorio. E dire che noi interveniamo anche li». (l.m.)