I VOLONTARI Gli angeli custodi con il guinzaglio

CALUSO. E' dura la vita del volontario che opera in un canile. Tanto lavoro e soddisfazioni poche. «Noi lo facciamo per passione — dicono all'unisono i pochi volontari che operano a Caluso — ma le gratificazioni sono poche. Non parliamo, per quanto ci riguarda di quelle economiche, noi infatti prestiamo gratuitamente la nostra opera, ma di quella mancanza di sensibilità che ancora oggi caratterizza la questione legata all'abbandono dei cani, al controllo attraverso i microchip che sono obbligatori, al controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione, al rispetto verso l'animale. Senza dimenticare poi la mancanza di campagne di informazione e di sensibilizzazione verso il problema dell'abbandono dei cani che potrebbero essere promosse dai comuni».
«Per noi è una tristezza enorme andare a recuperare cani abbandonati, quasi sempre ai limiti della sopravvivenza, cani maltrattati, tenuti legati ad una catena troppo corta, denutriti perché il padrone non porta loro da mangiare tutti i giorni. Mi creda sono ancora tanti quelli che pensano: ‘tanto è solo un cane'. Nei casi di ritrovamento di cani abbandonati solitamente noi siamo chiamati dai vigili urbani, i primi ad intervenire in questi casi. Sempre più spesso però la gente avverte subito noi. Non ci è mai capitato di trovare cani riuniti in un branco, al massimo sono due o tre, e quasi mai cattivi. Ovviamente la prudenza è sempre necessaria».
Sono una decina i volontari che il presidente Sardino è riuscito a creare intorno al canile. «Avrei voluto fare di più — dice con amarezza —..Creare una rete di persone, magari un addetto per ciascun Comune, in grado di intervenire subito in caso di necessità, ma per ora non ci sono riuscito».
Per fortuna — dice ancora una giovane volontaria — non capita tutti i giorni di recuperare cani abbandonati. A volte, soprattutto quando sono cuccioli li lasciano direttamente qua davanti al canile. Le nostre giornate (il mercoledi ed il sabato pomeriggio) le passiamo qui: diamo da mangiare ai cani, li portiamo a spasso, puliamo i box. Cerchiamo anche di alternarci tra di noi in modo che i cani non restino soli. Se tutti facessero la loro parte concretamente e con serietà ora non saremo qui a parlare di randagismo». (l.m.)