Scariche elettriche al cane Agliè, donna finisce nei guai per maltrattamenti su animale

AGLIE'. Un collare elettrico al collo del cane per impedirgli di allontanarsi troppo, per evitare che abbai in casa o davanti al giardino dei vicini. Coloro che addestrano i nostri amici a quattro zampe la chiamano una correzione di intensità, quella scarica elettrica paragonabile ad una scarichetta elettrostatica, che ciascuno di noi avrà sperimentato a proprie spese toccando con la mano la portiera scendendo dall'auto.
Il codice, invece, la fa rientrare nel reato penale di maltrattamento di animali. Ne sa qualcosa una donna di Agliè, di 41 anni, che nei giorni scorsi è stata denunciata perché sul suo cane, un bastardino di tre anni, i carabinieri hanno trovato un collare elettrico. Uno strumento di correzione fuori legge.
Ogni qualvolta il cane cominciava ad abbaiare, il collare entrava in funzione con una piccola scarica elettrica, un modo cruento e duro per tenere l'animale sotto controllo.
Davanti al militari dell'Arma che le hanno sequestrato il collare, la donna è sembrata cascare dalle nuvole. «Denunciata per maltrattamenti di animali? Impossibile, non ci posso credere. Non sapevo che fosse illegale. Io al mio cane voglio un mondo di bene. Non gli farei mai del male, credetemi. Mi prendo ogni giorno cura di lui. Non pensavo di commettere un illecito».
In realtà, le condizioni in cui la donna teneva il cane sono state giudicate buone dagli stessi inquirenti, tanto che l'animale non è stato portato al canile di Caluso, ma è stata lasciato alla proprietaria.
La donna, però, adesso rischia fino ad un anno di reclusione. L'articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3. 000 euro a 15. 000 euro».
«Quei collari sono fuori legge - spiega Luciano Sardino, presidente della sezione eporediese della Lav (Lega anti vivisezione) —. Non possono essere usati né dagli addestratori e né da chi detiene un cane in casa».
In più occasioni, la Lav ha denunciato l'uso da parte degli addestratori dei collari elettrici, dimostrando che con l'andare del tempo gli animali hanno ricevuto un notevolissimo danno psico-caratteriale: incontinenza, tremore e paura ingiustificati, mancato riconoscimento del proprietario e maggiore aggressività.
Vincenzo Iorio