Mario Actis Perinetti protagonista del '900

CALUSO.Venti anni fa scompariva il senatore Mario Actis Perinetti, tra i personaggi più importanti della vita sociale, economica e politica di Caluso, dove nacque il 3 agosto del 1895, e della quale fu sindaco nel 1925 e poi nuovamente nel 1946.
Dieci anni fa l'amministrazione del sindaco Chianale gli intitolava l'area mercatale. L'altro sabato, l'associazione ‘Le Purtasse', in occasione della rassegna culturale-turistica ‘Caluso viva', per ricordarne la figura, ha organizzato un convengo, svoltosi nella sala conferenze del chiostro.
Ricordi per immagini, sapientemente montate con la regia di Aldo Actis Caporale, presidente delle ‘Purtasse', che è riuscito a realizzare un interessante documentario. Immagini che hanno ripercorso le tappe più significative della ‘Città del vino', dagli anni del fascismo fin quasi ai giorni nostri, passando attraverso la ricostruzione del dopoguerra.
Anni in cui Mario Actis Perinetti, diede un enorme contributo alla sviluppo di Caluso: migliorò l'attività del Consorzio Conduttore del Canale de Brissac di cui fu a lungo direttore; della locale Cassa Rurale, di cui fu presidente; realizzò l'acquedotto municipale; si adoperò per la trasformazione dell'ex cotonificio Büchi; acquistò il Palazzo Spurgazzi oggi diventato sede municipale; fu tra i ‘costruttori' dell'Europa, aderendo, nel 1951 all'associazione dei Comuni d'Europa; e soprattutto mantenne sempre un rapporto diretto con i cittadini, anche divenne amministratore provinciale e parlamentare.
«Il senatore Actis Perinetti fu un personaggio del suo tempo», ha sottolineato nel suo intervento il professor Walter Crivellin, docente di storia delle Istituzioni Politiche presso la Facoltà di scienze politiche dell'Università diTorino e direttore della Fondazione Carlo Donat Cattin. «Egli fu espressione delle grandi scelte che caratterizzarono il dopoguerra nella Torino del Gramsci e del Gobetti. La sua scelta di aderire al Partito Socialista si lega proprio a queste nuove sfide. Prestigioso leader della socialdemocrazia piemontese, fu localmente fautore dell'unificazione con il Partito Socialista Italiano che non abbandonò più. Continuando la sua battaglia per la libertà e la democrazia, venne eletto senatore nella IV legislatura».
Ugo Sacerdote, presidente dell'associazione Giustizia e Libertà, ha posto l'accento sulla lotta al fascismo che il senatore calusiese portò avanti fin dagli anni Venti: «Mario Actis Perinetti fu sempre antifascista. Aderi alle formazioni partigiane ‘Giustizia e libertà del Partito d'azione con le formazioni autonome operanti nel Basso Canavese. Costretto a consegnarsi ai nazifascisti che minacciavano di deportarne la famiglia e di compiere rappresaglie su Caluso, fu arrestato all'inizio di maggio del 1944, e venne ferocemente torturato, dapprima a Cascina Tapparo, presso Caluso, e poi a Torino dove fu rinchiuso alle ‘Nuove'. Venne poi liberato a settembre in cambio di un alto ufficiale tedesco, e l'anno dopo potette fare ritorno a Caluso».
Più ‘leggero' l'intervento di Giuseppe Monateri, docente di diritto civile, e nipote del senatore, che ha parlato dell'uomo: «Il nonno era animato da un sano pragmatismo sabaudo, aveva tanti interessi, e scriveva tantissimo, ma con una calligrafia quasi illeggibile, a causa dei postumi della ferita al braccio riportata nella Grande Guerra».
Dal canto suo il professor Aldo Actis Caporale ha accennato alla questione del riordino del vasto archivio del senatore, lasciato al Comune di Caluso, sicuramente utile per approfondire la storia calusiese del Novecento.
Lydia Massia